Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 17/05/2020

Giudici

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Pensando a tanti amici giudici che conosco potrei testimoniare: difficile oggi trovare persone migliori – in Italia - di certi nostri magistrati colti, affidabili, scrupolosi, spesso coraggiosi nel sostenere nuovi indirizzi, preparati tecnicamente, indifferenti al denaro, rigorosi, generosi, pronti a dedicare quantità di ore enormi al loro lavoro, talora eroici, meravigliosi esempi di coraggio, equilibrati nelle ricostruzioni, lucidi, umili, neanche tortuosi come scrittori, neanche sempre supponenti, ammirevoli insomma ...

Leggendo delle registrazioni alle telefonate di certi alti magistrati in questi giorni (ma anche ieri, ieri l’altro, non faccio nomi per carità di patria) mi viene da pensare a uno spaccato sociologico raccapricciante: donnette e ometti mezzi corrotti, opportunisti, collusi coi politici peggiori, sempre col cappello in mano in qualche sottoministero, mafiosetti, triviali, imbroglioni, carrieristi, cospiratori, omertosi, avidi, fintamente colti, striscianti, correntisti, anfrattati, tutti avviati a carriere meravigliose …

Dove starà la verità?

Perché nessuno fa praticamente niente per cambiare davvero le cose?

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