Cultura, società  -  Maria Rita Mottola  -  22/11/2021

GKC intellettuale e profeta

Chesteron è famoso per i romanzi gialli di Padre Brown, tra l’altro, impersonato da un impareggiabile Rascel in un serie di episodi televisivi.

Egli, non ancora convertitosi al cattolicesimo, avverte l’urgenza di ritornare ai fondamentali, di recuperare senso e misura delle cose e lo fa con due saggi Eretici (1905) e  Ortodossia (1908).

È  alla ricerca della verità, cerca di sgombrare il campo dalle sovrastrutture ideologiche che hanno nascosto la profonda umanità della vita, oppositore strenue del Mondo Nuovo di Huxely.

Che avesse doti di preveggenza lo si può ipotizzare dalla lettura di un suo romanzo “fantascientifico” : "L'osteria volante", dove immagina un'Inghilterra di cento anni dopo, quindi dei nostri tempi, un'Inghilterra islamizzata. Nonostante il titolo faccia pensare a qualcosa di comico, all'ennesimo racconto piacevole e umoristico alla Padre Brown, "L'osteria volante" è invece un romanzo che fa veramente pensare. In Inghilterra i grandi poteri economici hanno stretto un'alleanza con l'Islam, ritenendo che sia comunque meglio del Cristianesimo per mantenere un adeguato controllo sociale della popolazione; uno strano connubio fra i potentati economici e un Islam che si è diffuso già in Inghilterra …Mi chiedo come Chesterton abbia potuto immaginare una cosa del genere nel 1904! Ben altro era lo scenario, e in Inghilterra penso che non ci fosse un solo musulmano nel 1904, se non qualche sceicco in visita … Bene, eppure si immagina tutto questo con alcune conseguenze: fra l'altro, l'introduzione nelle norme inglesi di leggi islamiche che, ad esempio, mettono fuori legge gli alcolici. Perciò un capitano irlandese, Patrick Dalroy, fomenta una rivoluzione popolare, portando in giro per l'Inghilterra l'insegna di un pub, l'Osteria volante. E da qui parte una rivolta… Non vuol essere un romanzo propriamente utopistico e nemmeno intesse una visione coerente di società, eppure colpisce e lascia stupefatti questa capacità di intravedere un futuro che, all'epoca, è assolutamente inimmaginabile.”[1]

Vedete, le rivolte accadono per questioni molto umane e quotidiane. I grandi ideali seguono a ruota.

In realtà potremmo, piuttosto, pensare che la sua ricerca interiore, sostenuta da una vivace intelligenza e da uno humor particolare, gli abbia consentito di “leggere” gli eventi. E come  è ben chiaro il domani è scritto nel passato e nel presente. Ecco possiamo, certamente immaginare che Chesterton sapesse leggere i segni dei tempi e proiettarli nel futuro.

Leggere le sue pagine fa riflettere, fa riflettere sul fatto che forse noi non abbiamo questa dote e avremmo ancora necessità di avere profeti da ascoltare:

“Le verità si trasformano in dogmi nel momento in cui vengono messe in discussione. Pertanto, ogni uomo che esprime un dubbio definisce una religione. E lo scetticismo del nostro tempo non distrugge realmente le credenze, ma anzi le crea, conferendo loro dei limiti e una forma chiara e provocatoria. Un tempo, noi liberali consideravamo il liberalismo semplicemente una verità ovvia. Oggi che è stato messo in discussione, lo consideriamo una vera e propria fede. Un tempo noi che crediamo nel patriottismo pensavamo che il patriottismo fosse ragionevole e nulla più. Oggi sappiamo che è irragionevole e sappiamo che è giusto. Noi cristiani non avevamo mai conosciuto il grande buonsenso filosofico insito in quel mistero, finché gli scrittori anticristiani non ce l’hanno mostrato.

La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. È una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. È una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l'incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.”[2]

Eretici raccoglie articoli che “– in origine apparsi sulle colonne del «Daily News» – illustrano, in altre parole, un metodo per osservare la vita, ribadendo come sia importante combattere per le buone idee, quelle che portano frutto e non deserti di piatta e conformistica aridità”.[3]

Se ci fossero oggi profeti forse riusciremmo a vedere che quando la scienza prende il potere diventa dogma e ignora l'etica, perdendo la capacità di lettura della realtà, si estranea da essa divenendo inesorabilmente pericolosa.

Ed anche su tale osservazione GKC può dire la sua:Tutta la scienza, anche la scienza divina, è una sublime storia gialla. Solo che non è impostata per rilevare perché un uomo sia morto, ma il segreto più oscuro del perché egli viva”.

Cerchiamo strenuamente di svelare il segreto più oscuro e non smettiamo neppure per un momento di vivere.

 

[1] Paolo Gulisano L’osteria volante" e "Il padrone del mondo"

https://www.culturacattolica.it/letteratura/science-fiction/le-isole-della-utopia/2-l-osteria-volante-e-il-padrone-del-mondo

 

[2] G.K. Chesterton, Eretici, Lindau, Torino, 2010, pp. 242-243

[3] Luca Fumagalli https://www.radiospada.org/2017/03/eretici-errori-e-orrori-della-modernita-secondo-g-k-chesterton/