Amministrazione di sostegno - Amministratore, poteri, doveri -  Redazione P&D - 25/09/2019

Gratuità degli uffici di protezione giuridica - Francesca Succu

Gli uffici di protezione giuridica delle persone, prive in tutto o in parte di autonomia nella gestione dei loro interessi di vita quotidiana, sono gratuiti  (art 379 comma I,c.c.).
Ciò nonostante  Il Giudice   Tutelare, può riconoscere all’Amministratore di Sostegno  (art.411, comma I c.c. che richiama l’art.379 citato) una indennità  in considerazione dell’impegno, delle difficoltà dell’amministrazione e dell’entità del patrimonio della persona beneficiaria.  
Nessuna altra forma di rimborso e/o di remunerazione   dell’amministrazione di sostegno è prevista  da parte della persona beneficiaria nei confronti dell’AdS.
Il provvedimento in commento riguarda una vicenda peculiare (ma, forse, non  un caso del tutto isolato…):
un parente di un beneficiario sottoscrive una scrittura privata con l’ AdS con cui pattuisce “ un indennizzo annuale per lo svolgimento dell’incarico”. La scrittura è prodotta in udienza. Il G.T. ricorda che l’ufficio di AdS è gratuito e che  solo il G.T . ha la  “ facoltà di assegnare all’AdS un’equa indennità tenendo conto della complessità dell’incarico e dell’entità del patrimonio del soggetto amministrato”.
Il G.T. trova che questo sia un giusto motivo per rimuovere l’AdS dall’incarico, in quanto si tratta di un “grave abuso”. Se le conseguenze tratte dal Giudice rispetto al comportamento scorretto dell’AdS sembrano dovute, pare interessante la pur succinta motivazione del provvedimento.
Il G.T. valorizza, infatti, il “principio di gratuità dell’Ufficio”, che è ricollegato allo stesso “spirito della legge n.6 del 2004, che ha voluto introdurre la figura dell’Amministratore di sostegno quale soggetto disinteressato che deve proteggere esclusivamente il soggetto incapace di curare i propri interessi, per cui un rapporto retributivo, non solo appare improprio ed indebito ai sensi di cui all’art.379,comma 2, c.c., ma mina la stessa indipendenza e strumentalità dell’interesse di cui l’adS è portatore nell’esercizio dell’Ufficio”.
A questo riguardo il provvedimento del tribunale di Venezia (G. tut. Cabianca) sollecita una più ampia riflessione sulle prassi seguite dagli ads e sul problema della gratuità dell’incarico, e di come prevenire e limitare possibili conflitti di interesse, in particolare quando l’incarico è svolto da un professionista.




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