Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 10/10/2019

Ho persino letto un libro

A 46 studenti del Munari di Crema, istituto superiore a indirizzo multimediale, è stato chiesto di rimanere, per un tempo oggi considerato infinito (una settimana), senza connessione internet, senza Facebook, senza WhatsApp, senza Instagram etc. Considerato come la Rete ed i social media siano oggi per i giovani (e non solo), un bene di assoluta prima necessità, l’esperimento si preannunciava quantomeno di difficile realizzazione. Ci ha provato l’Università statale di Milano, dipartimento di scienze politiche e sociali, in collaborazione con le insegnanti del Munari stesso. E così, unicamente armati della speranza di riuscire nell'intento, dal 23 al 30 gennaio tre classi dell'istituto, per un totale di 46 studenti, non hanno potuto connettersi ai social preferiti e navigare su internet. Detto così sembra facile, ma non dimentichiamoci che oggi mail, chat e sms non sono solo un mezzo di comunicazione, ma soprattutto un modo di essere presenti e ritagliarsi un proprio individuale spazio nella società. Banditi i video, le notifiche e i messaggini, è stato consentito l’utilizzo degli smart solo per telefonare. Parallelamente, ai ragazzi è stato chiesto di tenere un diario multimediale, da realizzare attraverso foto o video, delle emozioni e delle difficoltà riscontrate durante l'esperimento. “Abbiamo chiesto ai ragazzi di essere assolutamente sinceri. – ha spiegato la professoressa Elisa Tagliati – Inizialmente alcuni di loro erano letteralmente sotto shock e, lo riconosco, è stata un’esperienza forte visti i tempi di iperconnessione che stiamo vivendo”. L’obbiettivo dell'esperimento non è stato tanto quello di disincentivare l’uso dei social media, quanto piuttosto quello di rendere i giovani studenti consapevoli della loro dipendenza verso i moderni strumenti di comunicazione. Il risultato finale, se da un lato conferma le aspettative, dall’altro si è rivelato sorprendente: solo tre ragazzi su 46 sono riusciti a resistere 7 giorni senza utilizzare i social network. 10 di loro hanno mollato il colpo praticamente subito dopo poche ore ...mentre alcuni neppure ci hanno provato. 31 ragazzi sono riusciti, tra indicibili prove di volontà, ad arrivare a metà settimana, ed altri 2 non hanno resistito al richiamo dei social nel weekend. Nelle loro annotazioni, i motivi che li hanno indotti a gettare la spugna sono stati i più disparati: chi si sentiva completamente solo ed aveva bisogno di comunicare (telematicamente) con qualcuno, chi si trovava privo di consolazione ed energia positiva ed aveva bisogno di “ricaricarsi le pile” postando pensieri e riflessioni su Facebook ...chi semplicemente si annoiava senza chattare. Le conclusioni ufficiali dello studio saranno comunque pronte dopo l’estate, in quanto il materiale raccolto è molto vasto. Da una prima analisi emerge comunque che la tecnologia è una gran bella opportunità, ma il suo uso è molto difficile da gestire poiché la dipendenza è sempre dietro l’angolo. Tra i 3 sopravvissuti all'esperimento, uno ha dichiarato: “Ho avuto più tempo per me e le mie cose ...ho persino letto un libro”.