Interessi protetti - Interessi protetti -  Alessio Anceschi - 28/01/2019

I Buoni postali fruttiferi con clausola "P.F.R." devono essere rimborsati per intero e non pro quota.

Con due importanti sentenze emesse nel gennaio 2018 e nel novembre 2018 il Tribunale di Modena si è tornato ad esprimere in materia di riscossione dei Buoni postali fruttiferi con clausola "pari facoltà di rimborso" ribadendo che gli stessi debbono essere riscossi all'intestatario che li presenti all'incasso anche in assenza dei cointestatari, siano essi in vita o defunti ed in quest'ultimo caso, senza che sia necessario attivare alcuna procedura di successione.

Entrambe queste sentenze prevedono inoltre che il cointestatario che presenti all'incasso il buono, ha diritto alla riscossione del titolo per intero e non soltanto all'acquisizione della propria parte (quota) del buono, come invece era stato statuito da altri precedenti giuridici (Trib. Lecco 20 febbraio 2015).

Un passo della prima sentenza, emessa dal Tribunale di Modena nel gennaio 2018 è particolarmente illuminante laddove evidenzia che "la cointestazione a firma disgiunta di un buono postale fruttifero determina la solidarietà dei creditori, quindi ciascuno di loro ha diritto di richiedere al debitore l'adempimento per intero ex art. 1854 c.c. e di conseguire dall'intermediario la liquidazione dell'intero saldo".

La pronuncia prosegue affermando che: "il decesso di un cointestatario non estingue il diritto del concreditore a ritirare l'intera provvista del buono postale. (…).

Un altro passo della sentenza attiene al rapporto tra la normativa specifica sui buoni postali e la normativa tributaria in materia di apertura della successione.

"La disciplina tributaria e regolamentare non incide sulla legittimazione dei cointestatari che facciano valere il loro credito jure proprio, né rilevano in merito le norme aziendali di poste italiane s.p.a. la cui cogenza è limitata ai suoi dipendenti".

Il Giudice modenese, riconosce saggiamente che "nell'ipotesi di credito solidale tra de cujus ed un terzo, la solidarietà degli eredi di un concreditore permane solamente se specificamente convenuta dall'ereditando con il proprio debitore. L'onere stabilito dalla legge per gli eredi del titolare del buono postale non può valere, invece, nei confronti dell'intestatario che faccia valere jure proprio la sua facoltà di rimborso, dopo il decesso del concreditore, come avrebbe potuto fare fino alla morte dell'altro titolare, impregiudicati naturalmente i suoi obblighi in sede di regresso nei confronti dei concreditori".

in questo passo il Giudice modenese riconosce la distinzione tra "rapporto esterno" del buono fruttifero, intercorrente gli intestatari e Poste italiane s.p.a. e "rapporto interno" dello stesso tra i cuoi contitolari, che merita di essere regolato solo dopo la riscossione del titolo.

Nella pronuncia più recente, risalente al novembre 2018, il Tribunale di Modena si riporta sostanzialmente alla giurisprudenza dello stesso foro, evidenziando che ai fini dell'applicazione di questa disciplina assume comunque rilievo la presenza della clausola "pari facoltà di rimborso" (P.F.R.) in mancanza della quale permane invece un vincolo di solidarietà anche sotto il profilo esterno (quindi verso Poste italiane s.p.a.) che impedisce al singolo cointestatario la riscossione del buono per intero.

Ribadisce inoltre che la suddetta disciplina si applica a tutti i buoni con clausola P.F.R. siano essi emessi prima o dopo la riforma del 2000.