Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 12/09/2019

I comuni e la discrezionalità nell’individuazione delle sedi farmaceutiche – Cons. St. 5719/19

Ancora una volta i giudici del supremo consesso amministrativo si sono pronunciati sul tema dei poteri assegnati dall’ordinamento giuridico ai comuni in materia di apertura delle nuove sedi farmaceutiche.

Con la sentenza n. 5719 del 13 agosto 2019, la Terza Sezione del Consiglio di Stato ha ribadito che:

-) la disposizione normativa che attribuisce ai comuni la competenza in materia di individuazione, localizzazione e apertura delle nuove sedi farmaceutiche è costituzionalmente legittima (parte ricorrente ne aveva contestato la legittimità);

-) nell’esercizio della competenza in parola i comuni godono di un’ampia discrezionalità in ordine alle diverse modalità con cui rispondere alla domanda di salute dei cittadini, obiettivo per il quale è giustificato il potenziamento del servizio farmaceutico;

-) ai comuni non può essere richiesta una motivazione (aggiuntiva rispetto a quanto già previsto dalla norma) a sostegno delle proprie opzioni;

-) le scelte del comune in materia di nuove sedi farmaceutiche non possono risultare censurate sulla base di (pur legittimi) interessi commerciali;

-) le scelte dei comuni possono essere adottate anche in parziale difformità rispetto al parere dell’Ordine dei farmacisti territorialmente competente;

-) le scelte dei comuni possono essere censurate se “oggettivamente” illogiche e “frutto di errori di travisamento”.

Alla luce di quanto sopra esposto, il Collegio – richiamando le numerose pronunce in materia – ha riaffermato:

  1. la piena e “sovrana” competenza dei comuni in materia di nuove sedi farmaceutiche, attribuzione che ad essi deriva dal loro essere “enti esponenziali” della comunità locale “secondo il principio di rappresentanza democratica, in accordo con il principio di sussidiarietà” sancito in Costituzione;
  2. che, tuttavia, ai comuni non è riconosciuta nessuna facoltà ovvero diritto di prelazione delle nuove sedi;
  3. le nuove farmacie contribuiscono ad arricchire l’offerta preesistente di farmacie private e pubbliche, evitando in questo modo di favorire la posizione degli operatori già in attività, siano essi pubblici ovvero privati.

La sentenza de qua conferma dunque un orientamento giurisprudenziale consolidato in materia di nuove aperture di sedi farmaceutiche, sottolineando l’importanza del ruolo dei comuni. Questi ultimi, sempre più al centro di territori e contesti caratterizzati da più o meno strutturati livelli di integrazione socio-sanitaria possono, anche attraverso questa specifica competenza, contribuire a garantire i livelli essenziali delle prestazioni socio-sanitarie.