Interessi protetti - Obbligazioni, contratti -  Valentina Finotti - 17/10/2017

I requisiti di forma dei trasferimenti patrimoniali a titolo liberale: alcuni consigli pratici alla luce della pronuncia a Sezioni Unite della Cassazione del luglio 2017

Con il presente articolo l’autrice analizza il concetto di donazione diretta, per poi affrontare quello di donazione indiretta, spiegando la differenza tra le due figure, e, in particolare,  soffermandosi sul concetto di donazione indiretta che, non trovando definizione legislativa, è stato delineato a livello giurisprudenziale.
 L’autrice, quindi, si concentra sui diversi requisiti formali che la legge richiede per le due forme di donazione, per poi analizzare nello specifico una recente sentenza della Cassazione, resa a Sezioni Unite, la n. 18725 del 2017.
Con questa importante sentenza le Sezioni Unite hanno ritenuto che il trasferimento di strumenti finanziari attuato a fini liberali dal conto del soggetto beneficiante/donante a quello del beneficiario/donatario non assume le vesti di una donazione indirettamente effettuata attraverso l’ordine impartito alla banca dal cliente donante.  Ciò perché l’accreditamento dei titoli da un c/c ad un altro, per le Sezioni Unite, non può considerarsi un negozio – mezzo  utilizzato per realizzare indirettamente la liberalità, essendo, invece, un atto meramente esecutivo del negozio diretto (di liberalità) intercorrente tra beneficiante e beneficiario, ed è quest’ultimo negozio che giustifica causalmente l’ordine di trasferimento dei titoli.
La donazione, in questi casi, è perciò effettuata con un’attribuzione patrimoniale diretta, e l’intermediazione bancaria costituisce una mera modalità esecutiva di trasferimento dei valori del patrimonio di un soggetto in favore di un altro.