Cultura, società  -  Redazione P&D  -  11/09/2021

Il caso di Serena

Serena è una giovane mamma di 42 anni, docente precaria iscritta nelle nuove GPS di Frosinone (graduatorie provinciali per le supplenze) in posizione 25esima, I fascia classe di concorso ADEE (sostegno scuola primaria), affetta da leiomiosarcama, un tumore maligno, rarissimo, aggressivo e già con metastasi al seno, metastasi per cui è stata operata il 1° marzo 2021, recandosi a scuola fino al giorno antecedente all’intervento!

 

Già questo sarebbe sufficiente per poter parlare di ingiustizia, ma è anche vittima delle istituzioni e del covid che nasconde le responsabilità dell’individuo dietro lo schermo dello “smart working”.

 

Nonostante tutto, Serena non si è persa d’animo e si è avvalsa della nuova procedura informatizzata, attivata dal Ministero dell’Istruzione dal 10 al 21 agosto 2021, per selezionare le scuole su cui poter svolgere un incarico a tempo determinato.

 

Insieme, perché lei è fortemente debilitata, per un intero giorno abbiamo selezionato gli istituti e i comuni su cui poter effettuare le supplenze, sia fino al 31 agosto 2022 che fino al 30/6/2022, dando massima disponibilità su quasi tutta la provincia di Frosinone, pur di lavorare e volgere uno sguardo al futuro.

 

Purtroppo, nonostante il corretto inoltro della domanda, alla pubblicazione delle nomine a tempo determinato, avvenuta sul sito dell’USP di Frosinone in data 2/9/2021 il nome della docente “Serena Ferrarelli” non compariva associato a nessun istituto.

 

Per suo conto, io stessa provvedevo urgentemente ad inoltrare una PEC di reclamo affinché l’ufficio scolastico provinciale di Frosinone provvedesse ad un’immediata rettifica delle nomine a t.d.

 

Difatti, una rettifica il giorno successivo è avvenuta, ma con un’amara scoperta: neanche nella successiva pubblicazione, avvenuta in data 3/9/2021, il nome di Serena Ferrarelli compariva per l’individuazione di un contratto a tempo determinato.

 

Verrebbe da pensare allora che forse non vi fossero cattedre disponibili per la classe di concorso di Serena, in realtà circa 200 candidati in posizione ben oltre inferiore alla stessa venivano individuati quali destinatari di contratto a tempo determinato nelle stesse scuole selezionate da Serena.

 

Nuovamente è stata inoltrata l’ennesima PEC, stavolta anche ai dirigenti dell’ATP di Frosinone, al dirigente dell’USR del Lazio, ma anche in questo caso nessuna risposta, nessuna rettifica.

 

Ci si è rivolti anche al sindacato della Cisl di Frosinone, ed inoltre la notizia della mancata convocazione di moltissimi docenti precari penalizzati da questa procedura informatizzata fallace è giunta anche all’attenzione della rete televisiva locale, ma la questione non è stata risolta, il diritto di lavorare non è stato ripristinato, giustizia non è stata fatta.

 

Da circa 7 giorni altri docenti stanno lavorando al posto che avrebbe dovuto ricoprire Serena, che invece, proprio ora mentre scrivo, si trova ricoverata al Campus Biomedico di Roma per la sua battaglia più importante, ferita anche da quest’ulteriore ingiustizia.

 

Il suo nome, scomparso dalle graduatorie, dalle nomine, dal posto di lavoro, è stato cancellato dalle Istituzioni, per un errore che nessuno vuole ammettere, né rettificare, ma anche se Serena non ha più le forze per fare ricorsi, è viva e lotterà fino all’ultimo respiro per difendere la sua dignità, anche in nome dei suoi figli.

 

Grazie a chiunque vorrà dare voce a Serena, a chi urgentemente porrà fine a questo scempio, a questo scandalo, a questa ingiustizia.

 

Eh sì, lungo tutto il testo della mia lettera a cuore aperto ho ripetuto un’infinità di volte il suo nome, SERENA, perché nessuno la ignori una volta in più, lei esiste e nessuno potrà toglierle senza motivo il suo lavoro, né allontanarla dalla sua passione, essere un’insegnante!

 

Il suo legale

 

Avv. Giorgia Noce