Danni - Danni non patrimoniali, disciplina -  Andrea Castiglioni - 19/10/2017

Il corretto calcolo del danno iatrogeno differenziale – C.d.A. Venezia 2275/2017

La Corte d’Appello di Venezia, con sentenza del 16 ottobre 2017, n. 2275, accoglie il ricorso e corregge la modalità con cui il giudice del primo grado ha ricavato il quantum del danno iatrogeno differenziale.

Il danno iatrogeno differenziale consiste nel danno biologico che risulta all’esito di una prestazione sanitaria (ad es., un’operazione chirurgica) condotta in modo errato, laddove la condizione fisica del paziente sarebbe stata comunque deteriore anche in caso di operazione condotta in modo perfetto, in ragione delle già gravi condizioni fisiche al momento dell’accettazione.

Giova riportare un estratto dalla motivazione: "In tema di responsabilità medica, allorché un paziente, già affetto da una situazione di compromissione dell’integrità fisica, sia sottoposto ad un intervento che, per la sua cattiva esecuzione, determini un esito di compromissione ulteriore rispetto alla percentuale che sarebbe comunque residuata anche in caso di ottimale esecuzione dell’intervento stesso, ai fini della liquidazione del danno con il sistema tabellare, deve assumersi come percentuale di invalidità quella effettivamente risultante, alla quale va sottratto quanto monetariamente indicato in tabella per la percentuale di invalidità comunque ineliminabile, e perciò non riconducibile alla responsabilità del sanitario" (testuale dalla motivazione, a sua volta citando Cass. 19.3.2017 n. 6341).

L’individuazione del danno si ottiene all’esito di un’operazione aritmetica: ad es., posto che il quadro clinico del paziente, in caso di operazione condotta nel rispetto della lex artis, evidenziava un danno biologico permanente del 15%; considerato che all’esito dell’operazione mal condotta, il danno biologico permanente è del 25%; il calcolo corretto non è la differenza tra le mere percentuali (25%-15%=10% => euro), bensì la differenza tra i montanti risarcitori già tradotti in euro, in applicazione delle tabelle in uso presso il Tribunale di Milano (euro x-euro y=euro z).

Tale è la corretta procedura di calcolo, in ossequio all’orientamento della giurisprudenza di legittimità (Cass. cit. 6341/2017).

Individuato il quantum del danno iatrogeno, segue la personalizzazione del danno non patrimoniale, fissando una percentuale che si aggiunge al risultato precedente. E per l’individuazione di tale percentuale di maggiorazione giocano i fattori che connotano il singolo caso concreto, quale ad es. la (giovane) età del danneggiato.