Danni - Danno esistenziale -  Daniela Ricciuti - 22/09/2017

Il danno esistenziale va risarcito e personalizzato - Cass. civ. 6/7/2017 n. 21939

"Con riguardo alla liquidazione del danno non patrimoniale, ai fini della c.d. 'personalizzazione' del danno forfettariamente individuato (in termini monetari) attraverso i meccanismi tabellari cui la sentenza abbia fatto riferimento (e che devono considerarsi destinati alla riparazione delle conseguenze 'ordinarie' inerenti ai pregiudizi che 'qualunque' vittima di lesioni analoghe 'normalmente' subirebbe), spetta al giudice far emergere e valorizzare, dandone espressamente conto in motivazione in coerenza alle risultanze argomentative e probatorie obiettivamente emerse ad esito del dibattito processuale, le 'specifiche' circostanze di fatto, 'peculiari' al caso sottoposto ad esame, che valgano a superare le conseguenze 'ordinarie' già previste e compensate dalla liquidazione forfettizzata del danno non patrimoniale assicurata dalle previsioni tabellari; da queste ultime distinguendosi siccome legate all'irripetibile singolarità dell'esperienza di vita individuale nella specie considerata, caratterizzata da aspetti legati alle dinamiche emotive della vita interiore o all'uso del corpo e alla valorizzazione dei relativi aspetti funzionali, di per sè tali da presentare obiettive e riconoscibili ragioni di apprezzamento (in un'ottica che, ovviamente, superi la dimensione 'economicistica' dello scambio di prestazioni), meritevoli di tradursi in una differente (più ricca e, dunque, individualizzata) considerazione in termini monetari, rispetto a quanto suole compiersi in assenza di dette peculiartà".

Con la sentenza depositata in data odierna, ancora una volta la Suprema Corte, ponendosi sulla scia di una oramai consolidata giurisprudenza anche di legittimità, ha espressamente riconosciuto - senza possibilità di equivoci o smentite (per chi ancora, fraintendendone la sostanziale portata, richiama le sentenze di San Martino del 2008 al fine di negare la risarcibilità del danno esistenziale: amplius in calce) - la necessità di risarcire integralmente il danno non patrimoniale sub specie di danno biologico, danno morale soggettivo e danno esistenziale.

La Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi sulla decisione della Corte d'appello di Roma, che aveva aumentato l'importo liquidato in primo grado a titolo di risarcimento dei pregiudizi patiti dalla vittima di un sinistro stradale, ritenendo di dover procedere a una più adeguata personalizzazione attraverso il riconoscimento di voci risarcitorie aggiuntive rispetto a quelle individuate sul piano meramente tabellare.

Con la sentenza in commento gli ermellini hanno accolto la censura relativa alla mancanza di puntuale individuazione, da parte della corte territoriale, delle specifiche circostanze di fatto che giustificavano nel caso concreto la rideterminazione e l'adeguamento degli importi definiti nella tabella di liquidazione del danno biologico.

Difatti si è rilevato come il giudice di seconda istanza, anziché valorizzare i profili di specificità e concreta inerenza alla esperienza personale individuale e irripetibile del danneggiato, si fosse limitato a richiamare occorrenze del tutto astratte, non personalizzanti, riferibili a qualunque altro soggetto ordinariamente incorso nelle medesime conseguenze lesive, ricomprese nelle previsioni generali, e in tal modo aveva finito per dar luogo ad inammissibili duplicazioni risarcitorie.

La valutazione dell'interprete ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale - ribadisce la S.C. - va condotta su due piani: il piano delle conseguenze "ordinarie" che subirebbe qualunque soggetto in condizioni analoghe, le quali devono essere quantificate con criterio uniforme, e il piano delle ripercussioni "peculiari" specifiche del caso concreto, per la cui quantificazione occorre un criterio ad hoc senza automatismi.

Il giudice, in una prima fase, deve liquidare il danno forfettariamente attraverso i meccanismi tabellari, per poi, successivamente, procedere alla personalizzazione valorizzando le circostanze di fatto specifiche, che giustificano una differente considerazione monetaria, individualizzata e più ricca.

Ai fini di una congrua e adeguatezza valutazione equitativa, dunque, la liquidazione del danno non patrimoniale (con riferimento tanto al danno patito dal soggetto direttamente danneggiato, quanto al danno riflesso subito dai prossimi congiunti) deve corrispondere all'integrale riparazione secondo un criterio di personalizzazione, che, escluso ogni semplicistico meccanismo di liquidazione di tipo automatico, tenga conto, pur nell'ambito di criteri determinati, delle condizioni personali e soggettive del danneggiato, della gravità delle conseguenze pregiudizievoli e delle particolarità del caso concreto.

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In tema di risarcimento del danno esistenziale, cfr.:

- Per un rapido excursus: "Il danno esistenziale nell'attuale panorama giurisprudenziale"

https://www.personaedanno.it/danno-esistenziale/il-danno-esistenziale-nell-attuale-panorama-giurisprudenziale-daniela-ricciuti

http://www.keyeditore.it/wp-content/uploads/2015/06/cendon-il-danno-esistenziale-INDICE-EBOOK1.pdf (in corso di pubblicazione la versione aggiornata al 2016)

- "Scacco matto - il dolce soffio del vento esistenzialista" - Cass. civ. 08/05/2015 n. 9320

https://www.personaedanno.it/danni-non-patrimoniali-disciplina/scacco-matto-il-dolce-soffio-del-vento-esistenzialista-cass-civ-08-05-2015-n-9320-daniela-ricciuti

- "Liquidazione autonoma delle voci di danno non patrimoniale" - Cass. civ. 30/07/2015 n. 16197

https://www.personaedanno.it/danni-non-patrimoniali-disciplina/liquidazione-autonoma-delle-voci-di-danno-non-patrimoniale-cass-civ-30-07-2015-n-16197-daniela-ricciuti

- "Ancora un sì al danno esistenziale" - Cass. civ. 19/10/2016 n. 21059

https://www.personaedanno.it/articolo/ancora-un-s-al-danno-esistenziale-cass-sez-iii-19-ottobre-2016-n-21059-daniela-ricciuti