Interessi protetti - Interessi protetti -  Alessio Anceschi - 30/08/2019

Il diritto autonomo all'incasso dell'intestatario portatore del buono postale fruttifero: Trib. Modena 5.8.2019

Nel caso di specie, Poste italiane s.p.a. proponeva opposizione ad un decreto ingiuntivo nel quale le veniva ingiunto di pagare una somma pari all'importo complessivo dei buoni postali fruttiferi cointestati con la defunta madre del portatore.

L'opponente principalmente deduceva che:

  1. A) Ai buoni postali fruttiferi è applicabile la disciplina di cui al D.P.R. 256/1989 che estende agli stessi quanto previsto in tema di libretti di risparmio;
  2. B) Per il rimborso della quota caduta in successione è necessaria la quietanza dell'avente diritto (gli eredi della defunta) e la previa attivazione della pratica successoria;
  3. C) La clausola "P.F.R." deve ritenersi inefficace una volta intervenuto il decesso della cointestataria.

Nella motivazione della sentenza il Giudice modenese ha evidenziato che ai buoni postali in esame si applica, ratione temporis, la disciplina di cui al D.P.R. 15671973 (c.d. "codice postale") ed il relativo regolamento di attuazione (d.p.r.  256/1989), ancorchè nel frattempo abrogata, ma che, in relazione alle stesse non si applicano le norme di rinvio relative ai "libretti di risparmio" bensì direttamente quelle relative ai "buoni postali".

Si ribadisce inoltre che la normativa all'epoca in vigore non prevedeva in alcun modo l'inefficacia della clausola "P.F.R." in caso di decesso di uno dei cointestatari e che "nel caso di specie, non risultano essere previste ulteriori condizioni al fine dell'esercizio della facoltà di rimborso" sicchè "le stesse non appaiono esigibili, in via interpretativa, neppure facendo riferimento alle finalità, aventi precipuo rilievo fiscale, relative all'obbligatorietà della denuncia di successione entro un anno dalla morte".

Conseguentemente, il Giudice modenese conferma che il buono postale munito della clausola P.F.R. sia pagabile a vista, per intero, sia prima che dopo il decesso dell'altro cointestatario.

Rigetta pertanto l'opposizione di Poste italiane s.p.a. condannandola alla rifusione delle spese di lite.

 

La sentenza in commento, lucida ed equilibrata nelle sue motivazioni, conferma oramai un orientamento ampliamente consolidato (salvo qualche sporadica eccezione) che impone a Poste italiane s.p.a. l'integrale rimborso del buono postale fruttifero con clausola P.F.R. (ovverosia, la quasi totalità) previo semplice esibizione da parte del cointestatario portatore all'incasso del titolo.