Internet, nuove tecnologie - Internet, nuove tecnologie -  Marco Faccioli - 23/12/2017

Il medico fai da te

Era solo questione di tempo: dopo “l'avvocato in tasca”, “l'ingegnere nel cassetto”, e “l'idraulico in 10 lezioni”, l'approssimazione e la faciloneria con cui in Rete ci si approccia a determinate problematiche, anche delicatissime, con la inossidabile risolutezza di poterle risolverle presto e bene, non poteva ovviamente tralasciare la professione di medico, cui è affidata la missione (come noto realizzabilissima anche da soli) di curare le persone. Altro che (in caso di insorgenza di un problema di salute) visita in ambulatorio, auscultazione del petto e “dica 33” ...oggigiorno la diagnosi, e da li la cura, rigorosamente fai-da-te è la nuova tendenza degli adepti della medicina a portata di clik. Il tutto rafforzato da un numero incalcolabile di siti, forum, blog e gruppi sui social che trattano di medicina con pretese di infallibilità scientifica. In questi anni ne abbiamo avuti moltissimi esempi: tsunami di creduloneria di massa su cure miracolose per patologie gravi o addirittura mortali, alcune di queste riportate prontamente nell’alveo della razionalità scientifica prima che degenerassero, anche se in alcuni casi con grandissima difficoltà e sforzo, come dimostra l’emblematico caso dei vaccini, che ha generato per mesi infuocate polemiche non ancora del tutto sopite. In Rete, è fatto noto, chiunque, con il tono perentorio di chi non ammette smentita, può dire la sua su tutto lo scibile umano, dallo sport alla genetica, dal tempo di cottura delle patate alla cura del cancro, creando quel paradossale fenomeno per cui, soprattutto in campo medico, ai flussi informativi qualificati (ovvero scritti da medici veri) si sovrappongono una miriade di informazioni non corrette, ingannevoli e potenzialmente dannose scritte e diffuse da chicchessia. Risultato pratico della questione? 8,8 milioni di italiani sono rimasti vittime di fake news sanitarie, e 3,5 milioni di genitori si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate per la cura dei propri figli (fonte La Stampa). Per capire quanto sia serio problema va considerato che sempre più persone si affidano alla cosiddetta automedicazione (ovvero, per farla breve “il medico fai da te”), e che internet è diventato uno dei punti di riferimento principali, se non il solo, per rintracciare informazioni sulle proprie malattie, e da qui sulla loro possibile cura, con tanto di indicazione di specifiche terapie da seguire e farmaci da assumere. Al problema appena illustrato, già di per se grave, se ne aggiunge uno ulteriore, ovvero quello di chi, pur volendo navigare su siti di medicina ufficiali per essere informato su determinate patologie, corre concretamente il rischio di imbattersi su siti che ufficiali assolutamente non sono (sebbene presentati come tali), con tutto ciò che può derivarne. Il 90,3% degli italiani (quindi quasi tutti) dichiara di curarsi da solo. E negli anni è aumentata la quota di persone che considera sicura l’automedicazione: erano il 64,1% nel 2007 e sono saliti al 73,4% nel 2017. Tuttavia esiste un rischio che non va sottovalutato, ovvero che, con la diffusone delle fake news in campo medico, vengano disattese cure acquisite e scientificamente provate, il tutto nel nome della soluzione fai da te, paradigma necessario della libertà della Rete.