Amministrazione di sostegno - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 30/01/2020

IL MIO AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO? L'ITALIA

===l

L'indagine sul funzionamento dell’Amministrazione di Sostegno, nel Friuli Venezia Giulia, offre al lettore validi spunti di riflessione; anche in vista di un’agenda circa gli aggiustamenti più importanti da adottare, a livello nazionale o in zone singole del paese.

Con l’introduzione – mettiamo - di veri e propri ritocchi legislativi all’istituto, sul terreno codicistico; con l’indicazione di norme appropriate di supporto, a livello regionale; con l’avvio di modelli di collaborazione sempre più stretta, rispetto agli Enti territoriali; con l’esaltazione delle buone pratiche e dei protocolli che esistono già oggi nel territorio (ad es. a Trieste e a Pordenone).

Occorrerà in primo luogo abrogare l’interdizione: tagliola ancora in vigore nel c.c., simbolo di una logica espropriatrice di stampo medievale, condannata a più riprese dalla Cassazione; declinante sempre più in Europa, ancora in auge (purtroppo) presso certe famiglie sventurate e certi tribunali nostalgici.

Andrà rafforzata l’amministrazione di sostegno: suggellando il potere del Giudice Tutelare di intervenire con le debite garanzie - oltre che sul piano economico - anche in vista delle scelte residenziali del beneficiario, delle sue decisioni familiari, della salute e quotidianità in senso ampio.

Necessario poi l’ingresso di nuove figure giuridiche. Il ‘Progetto Esistenziale di Vita’, anzitutto, per chi sia portatore di serie disabilità: esposto come tale a trovarsi in balia, dopo la morte dei genitori, di Autorità in grado di decidere le sue compagnie, la sua dieta, tutto quanto, sapendo poco o nulla di lui.

Il ‘Patto di rifioritura’, per chi appaia vittima oggigiorno di tristi dipendenze; che lo espongono a una vita degradata e a un destino oscuro, e che andrà messo invece in condizioni di tratteggiare responsabilmente il piano per la sua uscita – breve o lunga - dal tunnel.

L’imprimatur a nuovi spazi di sovranità negoziale, a favore dei fragili, quando non vi siano controindicazioni decisive: viva ad es. le persone vulnerabili che si sposano, che fanno regali agli amici, che scelgono loro il colore della dentiera, che dicono di non voler soffrire, che fanno dal notaio testamenti (non visibilmente balordi).

Il risarcimento del danno: per gli amministratori che eseguano male i loro compiti (cambia mestiere!), per i Giudici sonnacchiosi, per i Familiari cinici, per gli Assessori disorganizzati, i Medici complici, i Servizi socio sanitari imbelli e compiaciuti.

La presa in carico della fragilità umana, ad opera della Repubblica in quanto tale. Con l’avvento di un nuovo bastione di Ufficio-Sportello, in ciascun Comune o Consorzio del paese, avente questa mission operativa: “Le cose pratiche non vi spiego come farle, cari assistiti; sono io che le faccio, per voi, da qui, direttamente”. Banche, idraulici, Inps, badanti ad esempio, e poi scuole, pensioni, rendiconti, numeri verdi, pagamenti, e poi ancora controlli, poste, tasse, assicurazioni, prenotazioni ...

Sulla maglietta di ogni beneficiario – sotto ‘Art. 3 Cost.’ – leggeremo così: “Il mio amministratore di sostegno? L’Italia”.