Internet, nuove tecnologie - Internet, nuove tecnologie -  Marco Faccioli - 20/11/2017

Il (nuovo) mercato dell'usato

Listino di Quattroruote alla mano, il valore di una Honda Accord del 1996 oscilla tra gli 800 ed i 1500 euro, a seconda delle condizioni in cui versa e dei chilometri percorsi. Stando alle quotazioni c'è da restare stupiti di come una signorina americana, tal Carrie, complice il fidanzato pubblicitario, sia riuscita a vendere su eBay il suo catorcio (per l'appunto una Accord con 21 anni di vita e 200.000 km), per la folle cifra di 50.000 dollari.

Proprio un bell'affare, chapeau! Vediamo però ora di capire che cosa è accaduto.

Carrie doveva liberarsi della sua vecchia macchina, ed il fidanzato, valente youtuber, bloccatala appena in tempo prima che lei chiamasse il ferrovecchio, le ha detto... “ferma tutto, ghe pensi mi!”. E così ha realizzato un filmato pubblicitario di poco più di un minuto dove, con sapiente maestria, abile uso di filtri, droni ed action cam, ha presentato la vecchia auto della fidanzata come se fosse una Jaguar nuova fiammante. Questa sorta di vendita della fontana di Trevi alla Totò, oggi si chiama “storytelling”, ovvero un tipo di marketing dalla paurosa forza persuasiva che sa arrivare dritto non tanto alla pancia, ma (che è ben peggio) al cuore del consumatore, mettendo al centro della narrazione i suoi sentimenti, i sogni, le paure, le speranze.

Lo storytelling, ovviamente, non ha nulla a che fare con il prodotto, ma con il suo fruitore. La narrazione dà agli oggetti poteri straordinari, come una specie di bacchetta magica capace di trasformare, come in tante fiabe, il rospo in un principe. Raccontare storie, dunque, affinché i potenziali compratori guardino il mondo da una prospettiva nuova, facendo sviluppare loro un “pensiero laterale”, come si fa con i bambini quando li si mette a guardare il cielo a testa giù, per giocare a dare alle nuvole forme bizzarre. E così facendo, un vecchio macinino dal valore di qualche centinaio di euro, è stato trasformato in uno status symbol da più di 50 mila. Come è stato possibile tutto ciò? Semplice (si fa per dire) il regista ha inventato una storia per rendere desiderabile l'oggetto posto in vendita, perché decidendo di acquistarlo, l'acquirente avrebbe comprato un'esperienza, un passato e, probabilmente (con un buon carrozziere e dopo qualche tagliando) anche un futuro. E così è stato, creando dal nulla il desiderio impellente di guidare quella vecchia auto, e quindi di comprarla.

Il lusso oggi non è tanto possedere cose di valore, ma è il valore intrinseco conferito agli oggetti che usiamo. Naturalmente, il video di presentazione è farlocco dall'inizio alla fine: la protagonista non è la vera Carrie, ma un'attrice professionista, e pure il gatto che porta in auto con se non è il suo, ma anch'egli un “attore”, tal Papa Puff Pants, richiestissimo per la pubblicità delle crocchette.

Vi sentite indignati? Truffati? Ma per favore!!! Se così fosse dovreste provare lo stesso sdegno di fronte agli spot di tutti i grandi marchi del mondo, perchè tutti, ma proprio tutti, fanno storytelling dei propri prodotti. Morale della favola: prima di portare dallo sfasciacarrozze la vecchia Fiat Duna beige ereditata dal nonno, portatela da vostro nipote youtuber, chissà mai che, con un video amatoriale ben azzeccato, non riesca a venderla su internet, per una cifra da capogiro, a qualche emulo di Bruce Wayne spacciandola per una bat-mobile multifunzione.