Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 27/02/2020

Il principio di rotazione negli affidamenti dei servizi socio-assistenziali: spunti di riflessione

Il principio di rotazione di cui all’art. 36 del Codice dei contratti pubblici (d. lgs. n. 50/2016 e s.m.i.) è stato più volte oggetto di scrutinio e di interpretazione da parte della giurisprudenza amministrativa. Di seguito, si segnala la specificità del principio di rotazione rispetto all’affidamento dei servizi socio-assistenziali, dopo averne ricostruito sinteticamente la collocazione giuridica.

In termini generali, il “principio di rotazione”:

  1. è peculiare per le procedure di gara cd. “negoziate”, alle quali, solitamente, accedono un numero di partecipanti limitato ed inferiore rispetto alle gare “aperte”;
  2. è posto a presidio dei principi fondanti l’azione amministrativa, che deve rispettare i principi di cui all’art. 97 Costituzione e quindi la P.A. deve evitare che si creino “posizioni privilegiate, in spregio al principio di imparzialità, con violazione del principio di rotazione previsto dal legislatore”;
  3. è obbligatorio negli appalti “sotto soglia” comunitaria, ove i potenziali partecipanti sono, per la maggior parte, piccole e medie imprese a carattere locale;
  4. tutela l’avvicendamento (in primo luogo negli inviti e, conseguentemente, nell’aggiudicazione) fra i diversi operatori economici aspiranti;
  5. si applica nell’ipotesi in cui, a seguito della pubblicazione dell’avviso di manifestazione di interesse e delle richieste di partecipazione presentate dagli operatori economici, l’amministrazione operi una restrizione della platea dei concorrenti;
  6. trova applicazione con riferimento alla singola amministrazione aggiudicatrice, anche nel caso di gestione associata delle attività inerenti l’affidamento di contratti pubblici.

 

Nel caso di selezione degli operatori economici per le procedure di affidamento di servizi socio-assistenziali, il principio di rotazione sopra descritto può subire delle deroghe in ragione:

-) della particolare natura del servizio offerto

-) della struttura del mercato di riferimento

-) della situazione di svantaggio in cui versano i beneficiari/utenti dello stesso

 

L’amministrazione aggiudicatrice può procedere all’invito dell’affidatario uscente motivando puntualmente tale decisione in base al ricorrere di uno o più dei seguenti requisiti:

- particolare struttura del mercato;

- riscontrata effettiva assenza di alternative valutata in base al criterio della miglior localizzazione dell’operatore economico rispetto al luogo di esecuzione del contratto;

- grado di soddisfazione maturato alla conclusione del precedente rapporto contrattuale;

 

Alla stessa stregua, anche il reinvito dell’operatore economico concorrente all’affidamento immediatamente precedente, non risultato aggiudicatario, dovrà essere congruamente motivato, tenendo conto dell’aspettativa, desunta da precedenti rapporti contrattuali o da altre ragionevoli circostanze, circa l’affidabilità dell’operatore economico e l’idoneità a fornire prestazioni coerenti con il livello economico e qualitativo atteso.

 

Da ultimo, si segnala che il principio di rotazione non si applica alle “concessioni” di spazi: è quanto ha statuito il Tar Sardegna, sez. II, con la sentenza n. 709 del 17 febbraio 2020. I giudici amministrativi sardi hanno ribadito che:

-) il principio di rotazione si applica soltanto in caso di affidamento ed esecuzione di lavori, servizi e forniture;

-) il caso di concessione di spazi con previsione di un “corrispettivo-canone” a favore della P.A. aggiudicatrice non rientra nell’ambito delle fattispecie cui applicare il principio di rotazione;

-) il caso di concessione di spazi è sottoposta ai principi generali di “libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché di pubblicità”;

-) il principio di rotazione è peculiare delle procedure di gara c.d. negoziate sotto soglia nelle quali non può rientrare la selezione nel caso di concessioni, che pure ha previsto l’invito di 3 operatori economici.

Quanto sopra esposto potrebbe essere collegato – in termini logico-funzionali – alla previsione di cui all’art. 71, comma 3 del Codice del terzo settore in tema di concessioni di beni culturali immobili di proprietà pubblica che possono essere oggetto di concessione a favore degli enti del terzo settore.

In ultima analisi, si può ritenere che la giurisprudenza amministrativa, unitamente a qualche iniziativa legislativa di carattere regionale, abbia contribuito ad evidenziare il carattere relativamente pro-concorrenziale del principio di rotazione: esso può invero subire limitazioni in ragione della specificità di talune situazioni, circostanze, condizioni ovvero servizi.