Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 04/12/2019

Il trasferimento delle farmacie deve essere bilanciato – Cons. St. 8238/19

Una giunta comunale aveva espresso parere negativo sulla richiesta di trasferimento dei locali dell’unica farmacia comunale rivendicando la legittimità del diniego, in quanto volto ad evitare lo spopolamento del centro storico, i cui abitanti avrebbero difficoltà a raggiungere il nuovo abitato, dove si sarebbe dovuta insediare la nuova sede.

Il Tar del Lazio, sezione staccata di Latina (Sezione Prima), con sentenza n. 00133/2018, ha annullato il diniego del comune, dando ragione alla farmacia ricorrente che aveva dedotto l’eccesso di potere insito in scelte urbanistiche ultronee rispetto ai ristretti margini di discrezionalità attribuiti dalla normativa sulla zonizzazione delle sedi farmaceutiche, che pone alle farmacie, quale unico vincolo, il rispetto delle distanze minime.

Il Consiglio di Stato, sez. III, con la sentenza 2 dicembre 2019, n. 8238 ha confermato la sentenza di primo grado ribadendo che:

-) debba prevalere la libertà imprenditoriale del titolare della farmacia ormai autorizzata entro quell’ambito territoriale, come affermato dalla sentenza del TAR appellata richiamando l’art. 1 della legge n. 362/1991;

-) nel disporre il trasferimento di sede delle farmacie è necessario farsi carico di interessi pubblici e privati, tra cui anche quello di natura imprenditoriale dell’attività commerciale svolta, alla stregua dei principi costituzionali ed unionali di libertà d’iniziativa economica e di concorrenza, in specie quando in linea (come nel caso di specie) con quello all’approvigionamento del servizio farmaceutico della gran parte della popolazione comunale;

-) lo stesso Comune può sempre intervenire, oltrechè nell’ambito della pianificazione degli usi urbanistici ed edilizi del territorio (con i quali la nuova sede non risulta peraltro in contrasto), a tutela del diritto alla salute, bene pubblico degli appartenenti alla comunità locale, adottando peraltro, nel rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento di cui all’art. 97 Cost., misure ragionevoli, ovvero adeguate e proporzionate rispetto alle finalità perseguite, ad esempio allestendo o concordando o consentendo forme volte a favorire l’accesso al servizio farmaceutico da parte della popolazione del centro storico che presenta maggiori difficoltà di movimento (così come risulta verificarsi nella fattispecie considerata), o anche mediante l’attivazione, ove il servizio farmaceutico risulti insufficiente, della procedura per istituire una nuova sede perimetrando a tal fine, ove ritenuto necessario, quale nuova zona l’area del centro storico che si intende tutelare;

-) il paventato trasferimento dell’unica sede farmaceutica in un’area più densamente popolata e più facilmente raggiungibile, rispondendo all’aspettativa della maggior platea di potenziali consumatori, non risulta comportare né un danno grave ed irreparabile per il diritto alla salute dell’intera popolazione del Comune interessato, né un pregiudizio per particolari settori della medesima popolazione che il Comune non possa fronteggiare con adeguate misure organizzative e pianificatore quali quelle sopraindicate.

La sentenza de qua, da un lato, definisce il perimetro di azione e di intervento degli enti locali nell’ambito della pianificazione delle sedi farmaceutiche; dall’altro, riconosce proprio ai medesimi enti locali la possibilità (libertà) di adottare tutte le misure e le modalità giuridico-organizzative che permettano una più incisiva garanzia dei diritti essenziali delle prestazioni.