Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 15/05/2019

Il trasporto sanitario di urgenza ed emergenza può essere affidato direttamente alle OdV – Cons. St. 3131/19

Sul sito abbiamo commentato la sentenza del Tar Veneto (https://www.personaedanno.it/articolo/il-trasporto-e-soccorso-sanitario-sono-oggetto-di-convenzione-e-non-di-gara-tar-veneto-951-18) che aveva accolto il ricorso di una organizzazione di volontariato che contestava la decisione di una azienda sanitaria locale di affidare il servizio di trasporto sanitario di emergenza ed urgenza direttamente ricorrendo alla procedura ad evidenza pubblica in luogo del convenzionamento diretto con le associazioni non profit.

Il Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dall’ASL in questione, ha rigettato il ricorso di quest’ultima, ribadendo che:

-) nell’ambito delle competenze concorrenti in materia di sanità, la Regione può disciplinare il servizio in oggetto, indicando le modalità specifiche per coinvolgere gli enti del terzo settore nell’esercizio dell’attività in parola (convenzionamento e accreditamento);

-) la Corte europea di giustizia ha confermato in più occasioni che il diritto europeo non osta a normative nazionali (ovvero regionali) che prevedano l’affidamento diretto del servizio di trasporto sanitario di urgenza ed emergenza;

-) il ricorso al mercato competitivo può essere esperito nel caso in cui – come previsto dalla legge regionale del Veneto – l’attività di trasporto sanitario in argomento non possa essere assicurata dai soggetti iscritti all’apposito elenco regionale;

-) il Codice dei contratti pubblici esclude dall’applicazione delle disposizioni in esso contenute proprio il servizio di trasporto sanitario di urgenza ed emergenza, facendovi invece rientrare quello dei pazienti in ambulanza;

-) l’art. 57 del Codice del Terzo settore prevede espressamente la possibilità per gli enti pubblici di rivolgersi “in via prioritaria” alle associazioni di volontariato per l’attività di trasporto sanitario di urgenza ed emergenza.

In ultima analisi, il Consiglio di Stato conferma la coerenza tra il dettato del Codice del terzo settore e la disciplina regionale, entrambe valorizzatrici dell’apporto delle associazioni di volontariato in un ambito ritenuto funzionale al perseguimento di obiettivi di solidarietà sociale. In quest’ottica, merita particolare attenzione il passaggio della sentenza de qua laddove ritiene privo di pregio il richiamo operato dalla ricorrente azienda sanitaria locale alla circolare del Direttore generale della sanità regionale in cui richiamando l’art. 57 CTS avrebbe dimostrato che l’affidamento diretto è solo una possibilità e non un obbligo.

Dalla sentenza in parola si può, infine, inferire che l’impianto normativo europeo, nazionale e regionale in materia di trasporto sanitario di urgenza e di emergenza costituisca invero un ambito di “riserva” voluto, perseguito e affermato per le organizzazioni non profit. A queste ultime, in ragione delle specifiche caratteristiche giuridiche, organizzative e teleologiche, gli ordinamenti degli Stati membri possono riservare l’affidamento diretto del servizio, che può conseguentemente risultare (legittimamente) estraneo alle logiche competitive.