Deboli, svantaggiati - Malati fisici, psichici -  Redazione P&D - 31/03/2018

Il Trattamento Sanitario Obbligatorio psichiatrico (T.S.O.) nella legge 180/78: carenze, invecchiamenti, limiti strutturali – Paolo Cendon

I limiti del T.S.O. della l.180/78 (non è un caso che Franco Basaglia amasse poco questa parte della legge, che fu in effetti scritta-rifinita da altri) sono in effetti più d’uno.

In sostanza: il percorso della “coattività” ha, in quel contesto, un’impostazione troppo lontana dallo spirito della A.d.Sostegno (26 anni di separazione); rivela un’impostazione troppo rigida, burocratica, riduttiva, appare pensato per tempi in cui c’era nel cod.civ. solo l’interdizione.

Un’ispirazione lontana insomma dalla filigrana morbida, delicata, personalizzata, ariosa e non segregativa dell’AdSostegno: istituto, quest’ultimo, che va visto e prospettato oggigiorno, invece, come modello tecnico/culturale di riferimento (trasparente, incruento, sindacabile, bilanciato, non affannato) per la gestione di tutta l’area della fragilità, in ogni suo aspetto.

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In sintesi:

- Non c’è esplicitamente come perno e presupposto necessario, a monte del T.S.O. del 1978, il ‘Progetto della persona’ ad ampio raggio; che è quello su cui già poggia l’AdS, sula carta almeno, e su cui ancor più occorre puntare oggigiorno.

- Il tempo della cura è troppo breve lì, i 7 giorni sono insufficienti in tanti casi; il fatto che sia possibile raddoppiarli non toglie a quel dato il risvolto impaurito, difensivo, emergenziale.

- Non va bene il Sindaco come figura istituzionale di riferimento, si tratta di una soluzione catastale, militaresca, araldica, vuota di contenuto nel 99% dei casi; che nella prassi non funziona, è come se non ci fosse.

- Il ruolo del Giudice tutelare è in quel testo troppo debole, marginale, successivo; deve diventare invece il centro e il governo dell’intero tragitto, fin dall’inizio.

- La scelta della duplicità di medici è eccessiva, nella prassi tutto in realtà si automatizza, si sclerotizza (“Cane non mangia cane”); ne basterà uno solo di medico, purchè responsabile, sanzionabile se sbaglia: penserà il Giudice tutelare a pretendere semmai, se glielo si chiede, ma anche d’ufficio, una conferma sanitaria da altri medici.

- Il motivo della “ricerca del consenso” del paziente ha lì un sapore di casualità residua, di astrattezza; di fatto diventa un quid evanescente, comunque la negoziazione non si nutre di quella linfa di pervasività esistenzial/metropolitana, articolata in una sequenza di voci sostanziali, di tasselli quotidiani, cittadini, funzionalistici, di cui si dirà più sotto.

- Manca nella 180 la previsione di un controllo forte, effettivo, pugnace, capillare, come quello che dovrà-potrebbe-dovrebbe assicurare l’Amministratore di sostegno, o un curatore-guardiano apposito, magari attraverso l’apporto degli assistenti sociali.

- C’è, in sede di T.S.O,. una sostanziale indifferenza per gli aspetti civili e gestionali (che non siano puramente economici, che non siano urgenti) della vita del paziente sequestrato in ospedale; manca cioè ogni riferimento alla liquidità, al focolare, alla quotidianità lavorativa, alla famiglia, all’affettività, alla socialità, al condominio, agli animali domestici, alla cultura: proprio cioè le cose più importante.

- Non si comminano esplicitamente sanzioni rispetto all’eventualità di abusi, per eccesso o per difetto, da parte degli operatori.

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E’ una normativa che diventa poi un blocco ingombrante, ostativo, proibitivo, perché costringe ogni ipotesi di trattamento vincolante, di tipo esistenziale/sanitario, magari tramite AdS, a prescindere dalla parte strettamente medica/farmacologica: cosicché le Pamele (non abbastanza psichiatrizzate/bili come condizione di base ) saranno abbandonate al loro destino e potranno morire.

Una sorta di corpo sempre più estraneo dalla normativa tendenziale della fragilità, che in Italia è cresciuta via via, nel corso degli ultimi decenni in direzioni sempre più realistiche, garantistiche, di attenzione alle prerogative, alla cittadinanza, alla responsabilità.

Oltre tutto un testo che – salvo che in certe zone de nostro Paese, dove esiste a monte un ‘territorio preparato’, in grado di svolgere i vari compiti di contorno e verifica – non vale a sventare possibilità di oblio, di sparizioni, di sadismi, che spesso in effetti si verificano: con risultati di frequente macelleria, al buio e nella solitudine, per gli sventurati utenti.