Malpractice medica - Malpractice medica -  Andrea Castiglioni - 24/10/2017

Il Tribunale di Roma non applica le tabelle milanesi - Trib. Roma 19388/2017

Il Tribunale di Roma calcola il quantum del risarcimento per danno cagionato da responsabilità sanitaria applicando le tabelle in uso presso il proprio Tribunale, discostandosi dalle tabelle in uso presso il Tribunale di Milano.

Viene preso atto del noto orientamento giurisprudenziale che individua le tabelle milanesi come strumento idoneo a garantire uniformità e quindi parità di trattamento su tutto il territorio nazionale, vista la mancanza di normativa sul punto (Cass. 12408/2011; "Garantisce tale uniformità di trattamento il riferimento al criterio di liquidazione predisposto dal Tribunale di Milano, essendo esso già ampiamente diffuso sul territorio nazionale - e al quale la S.C., in applicazione dell'art. 3 Cost., riconosce la valenza, in linea generale, di parametro di conformità della valutazione equitativa del danno biologico alle disposizioni di cui agli artt. 1226 e 2056 cod. civ. -, salvo che non sussistano in concreto circostanze idonee a giustificarne l'abbandono"). 

Inoltre, l’argomentazione fornita dalla S.C. è tanto solida da ritenere che l’eventuale distacco da esse, con applicazione di diverse tabelle, può fondare una violazione di legge della sentenza di merito, che può ben essere fatta valere in sede di impugnazione (Cass. 12408/2011; "L'applicazione di diverse tabelle, ancorché comportante liquidazione di entità inferiore a quella che sarebbe risultata sulla base dell'applicazione delle tabelle di Milano, può essere fatta valere, in sede di legittimità, come vizio di violazione di legge, solo in quanto la questione sia stata già posta nel giudizio di merito").

Il Tribunale di Roma, invece, applica le tabelle un uso presso il proprio Tribunale.

Premettendo che trattasi di materia su cui non è ancora intervenuto il legislatore, afferma che l’orientamento citato della S.C. (Cass. 12408/2011) non è consolidato al punto da essere unanimemente condiviso (n.d.r.: invero, non si sono ancora espresse le Sezioni Unite); infatti vi è un diverso orientamento, a cui la sentenza in commento intende aderire, secondo cui è possibile applicare le tabelle in uso presso il Tribunale adito, distaccandosi da quelle in uso presso il Tribunale di Milano, fornendo però una puntuale motivazione (Cass. 16866/2011).

Così statuisce il Tribunale: "in attesa del consolidarsi della giurisprudenza di legittimità sul punto, considerate anche le pronunce successive fortemente riduttive della n. 12408/11 e, segnatamente Cass, sez. lav. 2.8.2011 n. 16866, che esige una puntuale motivazione per la decisione che intenda discostarsi dalla quantificazione tabellare in uso presso il tribunale adito, reputa adeguato a perseguire lo scopo indicato, liquidare il danno accertato sulla base delle tabelle elaborate dal Tribunale di Roma, adottate, peraltro, anche da altri tribunali italiani, trattandosi di parametri desunti dalla media delle pronunce emesse dai giudici del Tribunale con maggior carico di affari e che tratta circa il 20% del contenzioso in materia di responsabilità civile. Pertanto, giudicando equo applicare i criteri in uso presso questo Tribunale, come indice di riferimento dedotto dal tenore delle pronunce effettivamente emesse, aggiornate all’anno 2017 … ".

Dalla motivazione non è dato comprendere la ragione di tale rischiosa determinazione. Ma si può ritenere che via sia sottesa una questione di giustizia del caso concreto, sotto la lente del principio di personalizzazione del danno, e quindi per un risarcimento totale in favore della vittima.

La sentenza, tuttavia, non fornisce tale “puntuale motivazione per distaccarsi” dalle tabelle in uso presso il Tribunale Milano. Ebbene, ciò assume i connotati di una carenza motivazionale, che rischia di esporre tale parte della motivazione, relativa al quantum risarcitorio, a un concreto rischio d’impugnazione, nella specie da parte della struttura sanitaria soccombente, qualora il diverso calcolo operato sulla base delle tabelle milanesi dia come risultato un quantum minore.

In assenza di intervento normativo, è auspicabile l'intervento delle Sezioni Unite, poiché è evidente la presenza di un contrasto giurisprudenziale.