Interessi protetti - Obbligazioni, contratti -  Redazione P&D - 03/05/2019

In merito alle trattative precontrattuali, il preliminare unilaterale e l’opzione - Cass. 30.11.2017 n. 28762 - Gabriele Gentilini

In base a ciò che emerge dal provvedimento giurisprudenziale di cui sopra, “in particolare, il patto d'opzione, disciplinato dall'art. 1331 c.c., ha in comune con il cosiddetto contratto preliminare unilaterale l'assunzione dell'obbligazione da parte di un solo contraente, ma se ne distingue per l'eventuale successivo iter della vicenda negoziale, in quanto, a differenza di detto preliminare unilaterale, che è contratto perfetto ed autonomo rispetto al contratto definitivo, l'opzione medesima configura elemento di una fattispecie a formazione successiva, costituita inizialmente da un accordo avente ad oggetto l'irrevocabilità della proposta e poi dall'accettazione del promissario, che, saldandosi con la prima, perfeziona il contratto (sempreché venga espressa nella forma prescritta per il contratto stesso, e, quindi, nel caso di trasferimento immobiliare, per iscritto) (Cass. Sez. 2, 11/10/1986, n. 5950; Cass. Sez. 2, 13/12/1994, n. 10649; Cass. Sez. 2, 25/02/1998, n. 2017; Cass. Sez. 3, 12/12/2002, n. 17737).”-
Inoltre emerge sempre leggendo il pronunciato che  “Anche, allora, un patto d'opzione avente ad oggetto il trasferimento della proprietà di beni immobili - perché l'accettazione possa saldarsi con la proposta irrevocabile determinando la conclusione del (secondo) contratto - , in forza della forma scritta "ad substantiam" prescritta dagli artt. 1350 e 1351 c.c., impone, ai fini della sua validità, se non la completa e dettagliata indicazione di tutti gli elementi del futuro contratto, quanto meno l'accordo delle parti su quelli essenziali.”.