Danni - Danni -  Michela Del Vecchio - 31/01/2018

Inadeguata erogazione del servizio idrico, danno non solo contrattuale – Tribunale di Cagliari, II Sez. Civ., 8 febbraio 2017

La decisione del Tribunale di Cagliari, seconda sezione civile, dirime proprio una questione di grave inadempienza della società che gestisce il servizio idrico. Ai sensi dell’art. 140 bis del Codice del Consumo, infatti, un’associazione di consumatori – in rappresentanza della comunità locale – proponeva azione di inadempimento contrattuale e di risarcimento del danno anche non patrimoniale dinanzi all’indicata Autorità Giudiziaria nei confronti della società che gestisce il servizio idrici nell’area interessata da detta utenza avendo quest’ultima erogato dal novembre 2009 all’ottobre 2015, seppur in determinati periodi e zone, acqua non utilizzabile per il consumo umano. Detta acqua, infatti, secondo l’assunto attoreo, sgorgava dai rubinetti torbida e maleodorante tanto da legittimare ordinanze di sospensione del flusso idrico per motivi di salute pubblica da parte della competente autorità locale. A ristoro dell’inadempienza contrattuale denunciata parte attrice chiedeva il danno patrimoniale per essere stata costretta all’acquisto di acqua imbottigliata presente in commercio per i consumi di vita quotidiana e per aver dovuto utilizzare – nei periodi in cui l’acqua non risultava vietata – maggiori quantitativi di acqua di rete per farne approviggionamento con aggravio di costi; e il danno non patrimoniale fondato sul timore di contrarre qualche malattia; sul disagio dovuto alla frequente interruzione del flusso idrico; sulla violazione del diritto di proprietà ritenendo l’erogazione dell’acqua di rete un elemento incidente sul pieno godimento della proprietà dell’abitazione.

Il Tribunale di Cagliari ha integralmente condiviso la prospettazione della domanda attorea. Non solo, infatti, ha ritenuto ammissibile l’azione di classe proposta anche in ipotesi di zone disomogenee (prevalendo, sotto il profilo della tutela, il requisito dell’identità delle situazioni giuridiche soggettive) e limiti quantitativi diversamente determinabili per l’inadempienza censurata ma soprattutto ha evidenziato come la diversità in termini quantitativi di tutela delle situazioni giuridiche si riflette solo in una valutazione sulla maggiore o minore gravità dell’inadempimento che è rappresentato però sempre dalla violazione del medesimo obbligo di garantire l’erogazione di acqua idonea rispetto a tutte le tipologie di consumo umano.

Conseguentemente, continua il Tribunale sardo, tale identità di violazione (seppur variamente quantificabile) importa l’identità stessa dell’obbligo risarcitorio che parimenti potrà pertanto variare solo in termini di maggiore o minore gravità della lesione (nella specie poi il Tribunale, per addivenire ad una quantificazione del danno, ha suddiviso il territorio in sottoclassi diversificando fra coloro che non hanno potuto utilizzare l’acqua per tutte le tipologie di consumo umano; coloro che in una o più occasioni non hanno potuto utilizzare l’acqua per bere e per cucinare e coloro che, sempre in una o più occasioni, non hanno potuto utilizzare l’acqua per bere).

E ciò anche sotto il profilo del danno non patrimoniale richiesto dovendo gli attori essere considerati non solo meri “utenti” ma soprattutto persone destinatarie di un servizio inadeguato e non garantito e titolari di un diritto soggettivo perfetto leso dall’inadempiuta gestione e controllo del servizio idrico.

Si ricorda infatti che fra le domande attoree vi era anche il ristoro del danno subito per il disagio alla vita quotidiana essendo stati privati della possibilità di utilizzo di un bene essenziale quale l’acqua.

Di tale danno il Tribunale di Cagliari, pur nella consapevolezza della sua esistenza, non ha tenuto conto in termini economici ritenendo di soddisfare l’interesse attoreo con un risarcimento in forma specifica dato dalla pubblicazione della sentenza sui quotidiani rimettendo poi al Giudice della cognizione ordinaria ogni questione in merito alla determinazione del quantum debendum