Cultura, società - Cultura, società -  Maria Rita Mottola - 25/02/2018

Io voto e Voi? Un voto responsabile e ragionato

Io voto e Voi? Un voto responsabile e ragionato

Non penso sia utile dire per chi voterò e forse può essere di interesse per pochi. Il voto è segreto ed è mio diritto. Piuttosto penso sia utile sottoporre alcune riflessioni per il “discernimento” a 4 categorie a cui appartengo: i cattolici; gli avvocati; i meridionali e infine i figli degli anni ’50. È necessario partire da una visione onesta della realtà italiana per scegliere ciò che è giusto oggi e non ciò che giusto in assoluto (ammesso che sia possibile immaginarlo). Perché talvolta è necessario anche andare contro le proprie convinzioni, per dare forza e peso alle proprie convinzioni!

Per i cattolici: penso che abbiate letto il libro di Papa Francesco “Questa economia uccide”. Noi crediamo fermamente che lo Spirito dà il Papa utile ai tempi in cui vive. E il nostro non è da meno. Inutile tirarlo dalla parte degli ecologisti o dei marxisti, egli è semplicemente portatore della Buona Novella: l’uomo è fatto a immagine di Dio, gli spetta tutta la dignità divina che nasce dal lavoro, da un’equa distribuzione delle ricchezze, dal rispetto della natura perché la natura costituisce il Creato e perché è l’ambiente in cui l’uomo vive, cresce, si moltiplica e ama. Ecco è giunto il momento di porre un freno, con qualsiasi mezzo, a questa economia che uccide dando forza a persone che lo hanno capito e che sinceramente cercano di farlo. Non deve essere un voto ideologico, non può esserlo a maggior ragione per noi cristiani perché il nostro dire deve essere sì, sì e no, no. Senza infingimenti ed elucubrazioni. Perché noi abbiamo come faro la Verità e la Verità non è mai ideologica, non inventa una realtà a propria misura, ha il coraggio di vedere il mondo così come è e non come vorremmo che fosse. Ed è un mondo che ha sostituito i valori cristiani fondativi della nostra comunità e della nostra Costituzione (basta leggerla per avvedersene) con il denaro (che è lo sterco del diavolo come saggiamente dicevano nel medioevo, titolo di un bel libro dello storico francese Le Goff). E la sete di denaro trasforma l’uomo in un oggetto, meglio se asessuato e privo di rapporti e relazioni, più debole, più solo, smarrito, facile preda di mistificazioni e ideologie, strumento inerme nelle mani dei potenti, alla ricerca della vanagloria o più spesso della mera sopravvivenza. Un mondo senza famiglia e senza comunità. Violento e povero. Dobbiamo vederla questa verità.  Non per arrendersi e gettare la spugna ma perché per cambiare è necessario partire da una visione onesta dell’oggi, partendo da noi stessi. Cambiando prospettiva e cambiando i nostri cuori. Questo ci è stato comandato. Perché noi abbiamo la certezza che un giorno i miti erediteranno la terra (Mt, 5, 1-12), ma perché questo accada occorre che i costruttori di pace, la costruiscano la pace (anche quella sociale), che gli assetati di giustizia la perseguano la giustizia (anche la giustizia economica). Con queste premesso forse sarà più facile sapere chi votare.

Per gli avvocati: la professione più bella del mondo perché promuove il rispetto del diritto e dei diritti, non i propri diritti ma i diritti altrui. Cosa è ora diventata? Dobbiamo avere l’onestà di ammettere che il ruolo dell’avvocato è stato svuotato di significato, che è sempre più difficile ottenere giustizia, quella umana ovviamente, ma che sia giustizia. Certamente possiamo anche trovare talvolta magistrati onesti e preparati. Anch’essi appaiono smarriti in un mondo privo di ogni regola. Perché questo è diventato il nostro Paese. Un mondo senza regole o meglio un mondo ove le leggi sono scritte da chi dovrebbe osservarle a proprio uso e misura. Noi sappiamo che vi è stato un sovvertimento dell’ordine democratico. Noi sappiamo che la Costituzione è stata violentata nella sua vera essenza. Noi sappiamo che le modifiche alla Costituzione sono … incostituzionali! Abbiamo gli strumenti per capirlo e ammetterlo. Che i trattati europei siano incostituzionali (Barra Caracciolo ha scritto tanto per spiegarlo vedi il suo “Euro e (o?) democrazia costituzionale. La convivenza impossibile tra costituzione e trattati europei”) è di chiara evidenza. Possiamo cedere sovranità solo per evitare la guerra, non per motivi economici o politici. Questa Europa non ha evitato la guerra ne abbiamo combattute tante di guerre noi europei tutte perse, tutte orrendamente disastrose. Alcune? Eccole: primo conflitto del Golfo (1991), Somalia (1992), Bosnia (1995), Serbia (1999), Afghanistan (2001), Iraq (2003), Libia (2011). Ne stiamo iniziando un’altra in Africa per proteggere gli interessi francesi in Africa Centrale. La costruzione di questa Europa è strumentale a una ideologia di dominio contraria ai nostri principi democratici e costituzionali. Del resto, noi avvocati dobbiamo saperlo (basta leggere la sentenza) che le leggi elettorali sono incostituzionali e che la Suprema Corte ha scritto la massima illogicità giuridica: <<rileva nella specie il principio fondamentale della continuità dello Stato, che non è un’astrazione e dunque si realizza in concreto attraverso la continuità in particolare dei suoi organi costituzionali: di tutti gli organi costituzionali, a cominciare dal Parlamento>>. Il Parlamento è illegittimamente eletto ma non lo è perché secondo il principio della continuità resta lì! Sine die. Noi avvocati sappiamo che il principio della continuità vale a garantire la funzionalità ordinaria per il tempo necessario a sostituire l’organo illegittimamente insediato (o legittimamente insediato e decaduto per scadenza del periodo di carica). Nulla di più e nulla di meno. E che, quindi, era necessario indire subito le elezioni con la legge elettorale che esisteva a seguito delle dichiarazioni d’incostituzionalità. Era possibile non è stato fatto. Oggi si invoca lo stesso principio per imporci un Governo illegittimo e non votato, che resterà in carica, ci è già stato detto, anche dopo le lezioni. Del resto, sappiamo che non esiste più la divisione dei poteri: il parlamento ratifica, il governo pontifica e la magistratura legifera. Siamo con Alice nel Paese delle meraviglie o se preferite abbiamo oltrepassato lo specchio. Noi dobbiamo fermare questa deriva folle e suicida. Pur sapendo che il voto non è democratico ma serve solo ad eleggere una élite, non più aristocratica ma comunque una élite (Contro le elezioni. Perché votare non è più democratico, David Van Reybrouck) cerchiamo di votare non chi amiamo ma chi può portarci fuori dal guado. E poi vigiliamo, vigiliamo attentamente perché tutto questo non possa più accadere.

Per i meridionali: sono figlia di genitori campani, tre nonni campani e un nonno di Catania. Sono meridionale perché la cultural, secondo me si trasmette cromosomicamente e in famiglia. Sono nata in Piemonte ma sono meridionale e seguo e leggo con attenzione tutto il fermento culturale che negli ultimi vent’anni ha scosso la mia terra, questa meraviglia del Creato e dell’uomo. La consapevolezza dei soprusi e delle violenze non ha costruito a sua volta violenza ma desiderio di cambiare. Voi siete la parte di me più difficile da convincere, la parte emotiva ed empatica. Come non ribellarsi a quel sentire. Quando ero bambina in molti bar di Torino era ancora scritto qui non entrano i cani e i meridionali (ma è recente a Torino la scritta “non si affitta a studenti e meridionali” http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/analisi/498467/qui-torino-non-si-affitta-a-studenti-meridionali.html)  Io ero fortunata i mei genitori sono sempre stati amati e coccolati dai loro vicini di casa e amici. Ma le mie compagne di scuola si vergognavano mentre io ero orgogliosa e la prima ricerca scolastica la feci ovviamente su Domenico Cimarosa, concittadino dei miei genitori. Ammiro la tenacia e l’intelligenza che vi sta spingendo, l’orgoglio condiviso per il recente successo di Michele Stingi, 24 anni, imprenditore di Serra San Bruno che ha vinto il premio per il miglior giovane imprenditore italiano in barba a Carlo Brombini (tra l’altro Governatore della Banca Nazionale del Nuovo Regno d’Italia) che diceva che i meridionali mai avrebbero dovuto “intraprendere”.  Proprio l’altro giorno ho convinto un amico piemontese delle sue false credenze storiche e di quanto abbiano ingannato lui come hanno ingannato tutti. Non è stato molto difficile, perché persona intellettualmente onesta. Si può fare molto anche qui. Ma nell’immediato dobbiamo leggere i segni dei tempi e agire di conseguenza. Dobbiamo sciogliere il nodo che impedisce al Sud di rinascere. Dobbiamo fermare quella azione volgare e cruenta che in Germania ha distrutto la Germania dell’Est (V. Giacchè Anschluss. L'annessione. L'unificazione della Germania e il futuro dell'Europa), che in Italia ha distrutto il Regno delle Due Sicilie e in Europa ha distrutto i paesi mediterranei. Dobbiamo fermarla questa deriva. Con qualsiasi mezzo.

Ai nati negli anni ’50: droga libera, sesso libero, femminismo, solidarietà con gli extra comunitari, siamo tutti uguali, siamo tutti servi degli americani. Vi piace lo slogan? È ora di dismettere un abito logoro o meglio è necessario vedere che il Re ormai è irrimediabilmente nudo. Dobbiamo ammettere che è stata la nostra generazione a consentire lo sfascio attuale. Perché noi avevamo gli strumenti culturali e siamo vissuti in un’epoca ricca di incontri e di scambi. Altro che internet. Dobbiamo scendere dal carro del vincitore e tornare a prendere coscienza della nostra pochezza e della nostra mancanza di coraggio. Dobbiamo avere il coraggio di stare con chi ha torto e non sempre con chi ha ragione. Dove vedete l’uguaglianza? Nel matrimonio gay? Ma non vi accorgete che molti di coloro che voi credevate di difendere vi hanno rinnegato, rinnegando le vostre assurde idee? Nell’utero in affitto? Ma avete letto il manifesto delle femministe francesi, giustamente indignate per questa assurdità? Nella clonazione dell’uomo? Veramente pensate di poter esser immortali e di raggiungere questa immortalità con gli intrugli di laboratorio? Voi siete la categoria che più mi fa soffrire. Talmente legata all’ideologia da non riuscire neppure a iniziare un discorso in reciproco rispetto. Anch’io mi sono innamorata di Pepe Carvalho ma non ho bruciato i libri nel caminetto, oppure gettato il cervello al macero, impegnandomi solo a cucinare piatti arzigogolati, dimenticandomi del mondo. Mi indigno ancora, come quando era ragazza. Non ho fatto il ’68 perché ero troppo giovane ma non è durata solo un anno quella voglia di rivoluzione e di cambiare il mondo e ho vissuto e respirato quell’aria quando si cantava in Chiesa che se Dio era morto al terzo giorno è risuscitato (Guccini) e siamo noi a farlo resuscitare in tutto quello che possiamo fare. Che cosa avete fatto? Se non ricordo male l’Acea di Roma in epoca centrosinistra aveva tentato approcci con le aziende africane, per vendere l’acqua! Può darsi che ricordi male: certamente avete gettato alle ortiche il risultato del referendum sull’acqua pubblica. Ma i comitati per l’acqua di Napoli con Padre Zanotelli non mollano e vi ricordano tutti i giorni che avete tradito quel popolo che dite di voler far governare. Leggete l’appello di Padre Zanotelli https://www.articolo21.org/2017/07/rompiamo-il-silenzio-sullafrica/ o se preferite rileggete qualche libro di Gerard De Villiers (purtroppo morto nel 2013, chissà cosa altro avrebbe potuto svelare) che ha come protagonista S.A.S. agente segreto Cia, in nero, a cui affidavano le vicende “sporche”. Forse vi ricorderete dove sta il male e dove forse si può tentare di ricostruire il bene. Rompete gli schemi, provate a dare un voto … rivoluzionario.