Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Maria Rosa Pantè - 30/11/2019

L’appello dell’aquila

A riguardo del partito nazista in Italia e di una rappresentante miss hitler, ecco una testimonianza in esclusiva.
Eccomi qui, che disastro, sono l’ennesima vittima della follia umana, finire così nel ridicolo, immobilizzata in questa assurda posizione.
Io, un’aquila, finita sulle scapole di una che aquila non è di sicuro.
Né altra specie animale o vegetale, solo voi umani potete conciarvi così. Sono un’aquila, volo alto, vedo lontano, sono un animale nobile, imperiale...e sono finita sulle clavicole di una fintobionda (almeno credo non è che me ne intenda, quando avevo le piume erano belle così) di anni 26 italiana che vuole rifondare il partito nazista.
La tipa vanta nel curriculum il titolo di miss hitler. Vi pare che io possa essere inchiodata qui per chissà quanto?
Non molto forse perché le spalle di questa aspirante nazista si abbasseranno presto e io potrò riposarmi un po’.
Lei sarà ancor più ridicola ma io che posso farci?
Mi dissocio, mi dissocio assolutamente.
Avrei una proposta levatemi di qui e spedite la fintobionda extatuata senza cervello in un bel lager, d’inverno, a pancia vuota, due o tre giorni, senza lavorare, per carità, solo a meditare.
Se l’hotel nazista tanto le piace allora le si offra un soggiorno a vita. O a morte, da lì quasi nessuno è uscito vivo.
Ehi, ma prima liberatemi, vi prego, potrei anche andare in un lager, ma restare sulle spalle di questa qui, no, non è possibile. Grazie.