Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 29/01/2018

L’erogazione dei servizi sociali e il ruolo dei volontari – Regione Lombardia 7633/17

La Giunta regionale lombarda (deliberazione 28 dicembre 2017, n. X/7633) è intervenuta a precisare i “confini” di azione e di intervento dei volontari all’interno delle strutture accreditate che erogano servizi sociali.

La deliberazione in parola colloca le precisazioni in ordine all’apporto volontariato nel contesto della recente riforma del Terzo settore, ai fini del rispetto dei requisiti minimi di funzionamento, autorizzazione e accreditamento per le strutture che erogano servizi di carattere sociale.

Il volontariato si deve intendere “colui/colei che si trova in una delle seguenti condizioni: 1. è iscritto/aderente ad un ente del Terzo Settore - secondo quanto definito all’art. 4 del d. lgs 3 luglio 2017, n. 117 - e presta la propria opera in modo non occasionale e comunque secondo quanto previsto all’art.17, commi da 1 a 6 del medesimo d. lgs; 2. è volontario della Leva Civica, secondo quanto previsto dalla l.r. 16 dicembre 2014, n. 33; 3. è operatore volontario del Servizio civile universale, secondo quanto previsto dal d. lgs 6 marzo 2017, n. 40”

Considerando i servizi erogati dalle strutture in cui i volontari sono impegnati, la Regione precisa che il personale volontario deve essere in possesso dei titoli di studio previsto dagli standard di accreditamento. Come già stabilito nella l. n. 266/1991, la deliberazione regionale ribadisce il divieto per i volontari di intrattenere “qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’ente di cui il volontario è socio o associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria, ai sensi di quanto previsto dall’art. 17, comma 5, del D.lgs.117/17”. Tali limiti e condizioni valgono anche nel caso in cui l’Ente gestore dell’Unità di offerta sociale coincide con L’Ente del terzo settore presso cui il volontario aderisce ovvero l’Ente con cui il volontario ha in corso il progetto di Servizio civile o Leva civica.

E’ necessario che l’organizzazione di terzo settore che eroga i servizi cui il volontario aderisce ovvero l’Ente con cui il volontario ha in corso il progetto di Servizio civile o Leva civica, sottoscrivano un apposito atto nel quale vengano definiti: a) i termini generali della collaborazione; b) siano specificati i dati identificativi del volontario; c) il rapporto che sussiste tra il volontario e l’Ente che sottoscrive l’accordo; d) il ruolo, le modalità e gli orari con cui viene svolta attività da parte del volontario e la durata della collaborazione che in ogni caso non può essere inferiore a 12 mesi.

La deliberazione in oggetto ha il pregio di individuare il perimetro di azione del volontario in un quadro normativo rinnovato, in cui l’apporto dei volontari risulta maggiormente chiarito e funzionalizzato rispetto agli obiettivi che le organizzazioni sono chiamate a realizzare.