Pubblica amministrazione - Generalità, varie -  Adriano Marcello Mazzola - 14/09/2020

L’illegittima ordinanza Solinas

LA PREMESSA. - Il Braveheart de noartri, Solinas il sardista e “leghista” Governatore della Sardegna, ci riprova imperterrito. A maggio strepitava che, per entrare in Sardegna, pretendeva la “patente d’immunità” al Covid e tutti i soggetti assennati (dal Ministro della Sanità agli scienziati studiosi; ivi compreso il sottoscritto) gli risposero che non esisteva né poteva esistere alcuna patente, oltre a violare giust’appunto qualche articolo della Costituzione. Ma che vuoi che sia. Bazzeccole, Braveheart non ha alcun timore. E’ sprezzante, non solo del pericolo ma anche del ridicolo.
Finalmente, a giugno dopo un siparietto surreale con l’avallo pure del Ministro dei Trasporti, che ha poi subito dopo invertito la rotta, la Sardegna si è dovuta riaprire ai turisti, provenienti da ogni dove. Turisti, alcuni dei quali hanno certamente confuso la vacanza con la irresponsabile libertà di assembrarsi gioiosamente senza alcuna precauzione, tant’è che in agosto si sono palesanti vari contagi e anche qualche focolaio. Si è passati dallo 0 a qualche decina di casi. Ossia dal nulla inevitabile (l’isola è rimasta isolata per mesi) a qualche battito di ciglia. Eppure tanto è bastato per creare un allarmismo sconsiderato, anche con la compiacenza e responsabilità di molti giornalisti. Ed allora quale migliore occasione per ergersi nuovamente al super sardista che mostra i muscoli, ergendosi a strenuo paladino di ogni sardo? Recitando la parte di colui che ci ricorda “io l’avevo detto/voi me lo avete impedito/ora la situazione è grave/ora provvedo con un’ordinanza”.
Ora Solinas ha tuonato (a temporale stagionale finito…) con l’ordinanza n. 43 11 SETTEMBRE 2020 avente ad oggetto “Ulteriori misure straordinarie urgenti di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica da COVID-19 nel territorio regionale della Sardegna. Ordinanza ai sensi dell’art.32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica”, varata nottetempo venerdì nella Regione Sardegna, che però non è solo palesemente illegittima, in quanto affetta da molteplici vizi come si leggerà, ma ancor più grave è semplicemente farsesca.
ORDINANZA VIZIATA DA CONTENUTO FARSESCO. – L’ordinanza è farsesca perché chiede che coloro che entrino in Sardegna dal 14 settembre siano “invitati a presentare, all’atto dell’imbarco, l’esito di un test – sierologico (IgG e IgM) o molecolare (RNA) o Antigenico rapido – eseguito non oltre le 48 ore dalla partenza, che abbiano dato esito negativo per covid-19.” o in alternativa “dimostrare, sempre all’atto dell’imbarco, di aver compilato on line apposita autocertificazione, (…) comprovante di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio regionale, ad un test sierologico, molecolare o antigenico, il cui esito è risultato negativo (…)” (art. 10 comma 1 ordinanza).
E’ innanzitutto una farsa giuridica poiché da un lato inviti (dunque non è un obbligo) ma poi al comma successivo è scritto che in realtà forse non è proprio un invito, disvelandosi come un obbligo: “i passeggeri di cui al precedente comma 1, che si presentino sul territorio regionale privi della necessaria certificazione di cui al punto 1 dell’art 10, accettano di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone entro 48 ore dall’ingresso nel territorio regionale, a cura dell’azienda sanitaria locale di riferimento ovvero presso una struttura privata accreditata. A tal fine gli stessi passeggeri, anche se asintomatici, sono obbligati a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio regionale all’azienda sanitaria competente e, nelle more dell’esito delle indagini di laboratorio effettuate dalla competente Azienda sanitaria, ad osservare l’isolamento domiciliare fiduciario, che verrà meno solo all’atto dell’eventuale esito”.
Una norma che appare scritta da un autentico azzeccagarbugli che tenti però di evitare il test alcolemico o nell’ipotesi migliore frutto di un paio di giri sull’ottovolante.
Ma il contenuto veramente farsesco è però la sostanza della norma, ossia quel “eseguito non oltre le 48 ore dalla partenza” il che consentirebbe di farsi “testare” 48 ore prima e poi consentire nelle 48 ore successive al test effettuato a prodigarsi in orge lussuriose (anche metaforiche) con centinaia di convitati. Oppure di baciarsi e abbracciarsi con decine di amici e parenti all’atto di partenza o finanche in aereo. Pertanto, fino a 48 ore prima risulteresti sanissimo e nelle 48 ore successive potresti avere un’alta carica batterica e risultare un vero e proprio untore.
Il contenuto farsesco della norma è poi sempre in quell’invito a dimostrare (dunque de facto ti onero) che sei sano, quando invece dovrebbe essere proprio l’opposto. Per Solinas vige il principio di non idoneità, a prescindere. L’autorità sanitaria al momento dell’ingresso in Sardegna dovrebbe invece dimostrare che io non lo sia affatto. Talchè se dovesse passare questo metodo inquisitorio e coercitivo, d’ora in poi ad es. le forze dell’Ordine potrebbero chiedere a chiunque di dover essere in possesso ed esibire il certificato dei carichi pendenti e l’assenza di misure amministrative restrittive etc., poiché si presume che tu sia un pregiudicato o un soggetto pericoloso.
Il contenuto farsesco della norma è infine riposto nel rimedio residuale che consente a “i passeggeri (…) privi della necessaria certificazione” di accettare (notare l’invito che non puoi proprio rifiutare, come nei migliori film americani di un certo genere) “di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone entro 48 ore dall’ingresso nel territorio regionale, a cura dell’azienda sanitaria locale di riferimento ovvero presso una struttura privata accreditata. (…) e, nelle more dell’esito delle indagini di laboratorio effettuate dalla competente Azienda sanitaria, ad osservare l’isolamento domiciliare fiduciario, che verrà meno solo all’atto dell’eventuale esito”. In sintesi se tu non mi dimostri (a tue spese) di essere sano, dovrai precipitarti a farti testare e – notate bene – sino all’esito (che dunque potrà comodamente arrivare nei giorni successivi e perché no, anche settimane), dovrai rimanere in “isolamento domiciliare fiduciario”, poco importa che tu sia sanissimo, oppure che tu in realtà debba fermarti in Sardegna solo per qualche giorno.
Una mostruosità giuridica che impedisce o quanto meno rende molto difficoltoso (nei tempi, nei modi, nei costi aggiuntivi) entrare in Sardegna per tutte quelle persone che debbano entrare solo per qualche giorno (tanto per motivi familiari, anche urgenti e indispensabili, o lavorativi).
Alla farsa si è aggiunta altra farsa posto che sabato l'assessore della Sanità della Regione Sardegna, Mario Nieddu ha dovuto precisare che in realtà "Non c'è l'obbligo di presentarsi all'imbarco con una certificazione di negatività perché nell'ordinanza si parla solo di un invito, c'è però l'obbligo di sottoporsi a tampone molecolare o antigenico in Sardegna entro 48 ore dallo sbarco se non si è esibita la certificazione richiesta", precisando che "Si resta in isolamento finchè non si riparte; si è infatti obbligati a ottemperare un'ordinanza, la si può anche impugnare davanti alla Corte Costituzionale se si ritiene che stia violando i propri diritti, ma intanto la si deve ottemperare, altrimenti si va incontro alle sanzioni previste dalla legge. D'altronde non si capisce perché il Lazio può farlo e la Sardegna no: nel Lazio, quando arrivi dalla Sardegna, ti somministrano il tampone, volente o nolente" (fonte ANSA). Ma non è proprio così poiché scrive la Regione Lazio che “PER I CITTADINI CHE HANNO SOGGIORNATO IN SARDEGNA E RIENTRANO NELLA REGIONE LAZIO È CONSENTITO IL RICORSO AL TEST MOLECOLARE SU TAMPONE NASOFARINGEO.” (https://www.salutelazio.it/nuovo-coronavirus), ergo non c’è alcun obbligo. Tant’è che è notizia riportata oggi su CorSera e sull’Unione Sarda di un gruppo di residenti sardi ai quali sarebbe stato vietato l’ingresso al bioparco di Roma, in quanto sprovvisti di tale test nasofaringeo, con le successive scuse del direttore, atteso che non esiste alcun obbligo di tale test.
Ed inoltre l’assessore dovrebbe pure bene informarsi quanto ai rimedi giuridici, atteso che sarà sufficiente impugnare l’ordinanza dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale competente, senza dover scomodare il Giudice delle Leggi.
L’UNICO RIMEDIO RAGIONEVOLE. - Se Solinas volesse dunque avere un atteggiamento pragmatico e non vacuo e politico, basterebbe per la Regione farsi carico di un test rapido per ogni soggetto in entrata in Sardegna, e potrebbe pure addossare il costo a carico dei soli soggetti positivi. Il soggetto sano non può essere infatti gravato di un test per dimostrare di essere sano.
Ma tale ragionevolezza forse non coincide con le risorse finanziarie della Regione. O ancor meglio non soddisfa l’uso ragionevole di tali risorse o non coincide con l’esigenza di voler fare un uso politico di tale ennesima ordinanza.
L’illegittimità dell’ORDINANZA. – Veniamo ora alla palese illegittimità dell’Ordinanza, quanto al vizio maggiore, costituita proprio dalla violazione dell’art. 32, comma 3, l. 23 dicembre 1978, n. 833 (sulla quale è edificata con i piedi d’argilla), poiché devono sussistere proprio i presupposti per emettere l’ordinanza di carattere contingibile e urgente, in materia di igiene e sanità pubblica.
Nella fattispecie tali presupposti sono inesistenti poiché non vi è alcuna particolare emergenza in Sardegna ma alcuni numeri (di casi e decessi) assolutamente allineati con le altre Regioni. Nelle quali parimenti non v’è alcuna emergenza. Basta scorrere le fonti ufficiali dell’ISS per osservarlo.
Infatti nel leggere l’ordinanza il presupposto sarebbe costituito da asserzioni assolutamente vaghe e generiche quali “RITENUTO di dover prevedere un idoneo sistema di contenimento della circolazione del virus, a salvaguardia della salute sia dei turisti che dei cittadini sardi, che interessi indistintamente tutti i viaggiatori provenienti dall’estero e dal resto del territorio nazionale, nei quali la circolazione del virus è ancora particolarmente significativa e, secondo le ultime rilevazioni, in costante aumento; RILEVATO che la curva di contagio si è alzata nei primi giorni del mese di agosto in coincidenza col flusso turistico di massa, avendo la Regione Sardegna contenuto la diffusione del virus con un numero di contagi accertati prossimo allo zero fino a tutto il mese di luglio 2020” (pag. 4 ordinanza) e “RITENUTO che in ragione della condizione insulare della Sardegna, della conseguente limitata quantità di punti di accesso e del dimensionamento del servizio sanitario regionale, che – per quanto potenziato in maniera considerevole nelle strutture e nei reparti specialmente dedicati alla cura delle patologie da Covid-19 – non potrebbe fare fronte alla ripresa della diffusione virale con numeri esponenzialmente superiori alla propria capacità di erogazione di prestazioni, connessi ai flussi turistici estivi, appare comunque necessario un sistema di controlli preventivo rinforzato sugli arrivi al fine di filtrare ulteriormente la possibilità di nuova circolazione virale” (pag. 5 ordinanza).
E’ evidente poi come l’ordinanza sia pure affetta da eccesso di potere per irragionevolezza, illogicità e sproporzione. Per i motivi prima esposti.
Per contrastare tali profili di illegittimità il povero privato si vedrebbe gravato dell’onere di doverla impugnare dinanzi al Tar Sardegna e attendere un celere provvedimento inaudita altera parte (assai raro) o la fissazione di una Camera di Consiglio, ed in particolare l’ottenimento di una sospensiva, che gli consenta di potere entrare in Sardegna senza dovere sottostare alla “gabella” imposta dal principe presunto illuminato.
Le ragioni reali di tale ordinanza sono dunque le seguenti: politiche, il voler ergersi a paladino del sardismo; il timore di non poter gestire a livello sanitario numeri superiori a qualche decina, a causa di un sistema inadeguato ed inefficiente.
Caro Solinas può davvero dimostrare di essere un bravo governatore creando invece con i fatti (e non con la propaganda) un efficiente sistema di: trasporto ferroviario, servizio idrico, servizio sanitario, prevenzione degli incendi, tutela del paesaggio, valorizzazione della bellezza della Sardegna (cultura, tradizioni, cibo, buon vivere).
La Sardegna ed il suo fiero popolo meritano la giusta attenzione e aspettano da molto tempo, troppo, che le chiacchere si traducano in buona amministrazione, per preservare loro il sacro detto a chent’annos, auspicato non solo dalla genetica e dalla bellezza della terra ma anche da una classe politica all’altezza.