Ambiente, Beni culturali - Ambiente, Beni culturali -  Maria Rita Mottola - 29/08/2017

L’orso è cattivo? L’uomo è cattivo?

L’orso è cattivo? In natura non esistono animali “cattivi”. Gli animali agiscono per la sopravvivenza e per la propagazione della specie. Non esiste vera violenza in tutto ciò. Del resto in natura tutto avviene in armonia con il minor dispendio di energie e la violenza è uno spreco di energia e soprattutto è inutile.

L’uomo è cattivo? L’uomo non nasce cattivo come molti vanno farneticando ma a differenza degli animali oltre all’istinto, alle emozioni e allo spirito ha anche la ragione che determina il libero arbitrio. L’uomo può scegliere tra il bene e il male. Se sceglie il male le sue azioni saranno malvagie. Ha sempre una possibilità. Persino alla vecchia malvagia dopo la morte le fu concesso di attraversare il fiume dei morti in barca con un passeggero per dimostrare, almeno in quella occasione, un po’ di generosità. Ma ella lo getto in acqua … scelse il male e fu perduta per sempre.

Non voglio discutere sulla correttezza della decisione della Provincia di Trento di abbattere l’orsa Kj2 (perché mai darle un codice e non un nome? Persino agli uragani diamo un nome, di donna, ma guarda un po’), potrebbe essere sensata o non avere fondamento, ma sottoporvi alcune considerazioni. Anzi, come al solito, piccole provocazioni.

La nostra famiglia ama gli animali. Noi tre sorelle abbiamo tutti cani e gatti. Una nipote universitaria per le sue spesucce fa la dogsitter con un tale trasporto e con una determinazione a “cambiare” l’atteggiamento sbagliato dei padroni dei “suoi” cani, ammirevole. Mio cognato andava a pesca nella vecchia Jugoslavia e dopo aver massaggiato i pesci ed essersi accertato che stessero bene li ributtava in acqua. Hanno 5 meravigliosi cani (mia sorella ama i basset hound e mio cognato i setter) e mio cognato ha cominciato ad andare a caccia, con l’arco. Non quegli archi che sembrano armi da guerra, no con un arco fatto da lui. Ora collabora con le guardie forestali per l’avvistamento delle specie volatili, il loro censimento e il controllo.

Ovviamente qualche volta va a caccia ma il suo lavoro di preservazione e tutela ambientale è molto importante. Le anime belle come pensano che si possano gestire i boschi?

Ricordo di una volta che andammo a trovarli. All’arrivo mia sorella era molto arrabbiata perché il marito era andato a caccia. Quando tornò con il carniere vuoto, chiacchierammo un po’ e poi andammo a tavola. Conosco mio cognato e quando i suoi occhi di un azzurro profondo diventano assenti e tace, so che sta cercando il modo per esprimere i suoi sentimenti, gli riesce difficile ma normalmente per noi è sempre una bella esperienza. Quel giorno ci raccontò che dopo ore di cammino su un sentiero impervio e pietraie con il suo cane migliore avvistò un tordo sasello (la legge Regionale della Vallé ne ammette la caccia). Era bellissimo, lo descrisse minuziosamente, aggiungendo che non riusciva a ricordare quanto tempo rimase lì in contemplazione di quel bel esemplare che alla fine … volò via. Immaginatevi il cane cosa poté pensare di un simile padrone!

Gli orsi nell’Ademello Brenta erano rari, non c’erano quasi più. Vi siete chiesti perché?

Quando erano di casa la situazione era differente: gli orsi e gli uomini frequentavano i boschi per la sopravvivenza. Non è come sostiene qualcuno che allora gli orsi vivevano in pace perché l’uomo non andava a funghi o a fare le passeggiate! La gente di montagna il bosco “lo coltivava”: lo curava, raccoglieva legna e frutti e funghi e cacciava. Questa è la sopravvivenza secondo la natura. L’orso è onnivoro e predatore. Fa il suo lavoro quando cerca il cibo ma se si avvicina troppo ai percorsi frequentati dagli uomini può essere un problema.

Altra domanda: come è stato costruito il progetto per la reintroduzione dell’orso? Cosa non ha funzionato?

Gli uomini non sono cattivi ma a volte sono stupidi e si dimenticano delle semplici regole fondamentali della natura. Ne vogliono far parte ma cercano di inventare una natura a loro misura, una natura che non segua le sue leggi, o una natura incontaminata e esclusa all’uomo in zone abitate e frequentate. Che senso ha?

La mattina successiva all’abbattimento alla radio un giornalista alla domanda che cosa ne pensava dell’uccisione dell’orsa ha risposto: io detesto la razza umana.

Voi cosa pensereste di una simile risposta?

Io vi lascio con la risposta della natura. L’uomo, come il lupo, è un animale sociale, questo significa che vive a branchi, e il branco è indispensabile alla sopravvivenza, come è indispensabile che il branco segua il suo capo branco e ognuno sappia sempre cosa fare. Un lupo che avesse dato una simile risposta sarebbe stato escluso dal branco senza appello e destinato a perire per opera di un predatore più grande o perché incapace da solo a procurarsi il cibo per la sopravvivenza. Ecco cosa pensa la natura di una simile risposta.