Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Redazione P&D - 19/09/2018

La Cassazione evidenzia il principio di equità fiscale. A quando la tutela della salute? - Mauro Marin

PROSTITUZIONE DEREGOLAMENTATA : RISCHI E DANNI

Controllo malattie a trasmissione sessuale, Sfruttamento ed Evasione fiscale a favore della criminalità organizzata

La prostituzione è una realtà che comporta rischi di infezioni, di sfruttamento di soggetti fragili e alimenta la criminalità organizzata con profitti che in Italia evadono il fisco e rimangono invisibili. Almeno finora. La Corte di Cassazione con sentenza n.20528 del 1 ottobre 2010 ha stabilito che i redditi da prostituzione, non altrimenti classificabili, sono soggetti a tassazione ai sensi dellart. 53 della Costituzione che impone ad ogni cittadino di contribuire alla spesa pubblica in proporzione alla propria capacità contributiva. Manca una regolamentazione di attuazione del principio

Le conseguenze dannose della mancata regolamentazione della prostituzione a seguito della legge Merlin sono infatti unaumentata diffusione delle malattie a trasmissione sessuale per mancanza di informazione e controlli sulle persone a rischio e lo sfruttamento della prostituzione da parte della criminalità organizzata, agevolato dallassenza di regolarizzazione delle posizioni di lavoro delle prostitute e dalla mancata visibilità fiscale dei redditi con conseguente evasione fiscale.

Spesso il dibattito sulla prostituzione si è limitato alla opportunità di riaprire o no le case di tolleranza per togliere le prostitute dalla strada, ma in realtà la questione è più complessa, sebbene la legge già indichi i principi da seguire.

La Costituzione stabilisce che  tutti i cittadini hanno pari dignità sociali e sono uguali davanti alla legge (art. 3), che La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (art. 4), che Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva (art. 53) e infine che La Repubblica tutela la salute come diritto dellindividuo e interesse della comunità (art. 32).

Dunque, indipendentemente dalle sedi dove la prostituzione viene esercitata e dalla questione morale soggettiva, è lecito riconoscere sulla base dei principi costituzionali i diritti civili al lavoro e alla tutela della salute e anche il conseguente dovere di contribuzione fiscale a chi ha scelto liberamente la prostituzione come lavoro. Altre nazioni come Austria, Germania e Olanda hanno già adottato normative che regolamentano il lavoro delle prostitute come ogni altro lavoro, pur continuando a considerare lo sfruttamento della prostituzione un reato. Gli autori di questo reato così risultano più facilmente identificabili sia per la maggiore rintracciabilità dei percorsi effettuati dai redditi da prostituzione e sia per la rete protettiva di tutele sanitarie, sindacali e cooperative che si potrebbero organizzare a garanzia delle libertà individuali, della salute comunitaria e dellordine pubblico.

In base ai predetti principi costituzionali sarebbe possibile una regolamentazione normativa della prostituzione che preveda essenzialmente le seguenti disposizioni :

1)      Riconoscimento dellattività di lavoro liberamente scelta e iscrizione delle prostitute ad una categoria professionale con la costituzione di una posizione di lavoro, fiscale e previdenziale, ai sensi dellart. 4 Costituzione.

2) Obbligo di controlli sanitari annuali presso i servizi delle ASL per la prevenzione, diagnosi precoce e cura delle malattie a trasmissione sessuale, ai sensi dellart. 32 Costituzione. Lart. 132 del RD n.252\1901 afferma che il medico curante deve dare alle persone che assistono o avvicinano il malato di infezione trasmissibile tutte le istruzioni necessarie per evitare il contagio.La Corte Costituzionale con sentenza n. 218 del 2 giugno 1994 ha precisato che la tutela della salute dalle malattie infettive comprende il dovere del cittadino infetto di non ledere né porre a rischio con il proprio comportamento la salute altrui attraverso il contagio, in osservanza del principio che vede il diritto di ciascuno trovare il limite nel reciproco riconoscimento e nelluguale protezione del coesistente diritto alla salute degli altri.

3)    Tassazione dei redditi da prostituzione ai sensi dellart. 53 Costituzione ; obbligo di ricevuta fiscale anonima sulle prestazioni e attivazione di studi di settore fiscali per identificare e controllare i flussi di denaro costituenti evasione fiscale totale individuale e della criminalità organizzata che gestisce il racket della prostituzione.

4)     Inasprimento delle pene e sanzioni per i reati di riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione specialmente se minorile. Le strategie punitive nei confronti dei clienti abituali delle prostitute sono tuttavia risultate inefficaci e ignorano il fatto che il loro comportamento può essere considerato la manifestazione di un disturbo ossessivo-compulsivo richiedente interventi di cura.

I principi costituzionali sono imperativi su norme di rango inferiore, secondo il Codice Civile, art. 4 delle fonti del diritto, e pertanto secondo la legge non devono essere disattesi.

Oggi invece appare disatteso lart. 32 della Costituzione per il ritardo nellistituzione di un sistema efficace di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale per le quali non esistono ancora uguali garanzie di accesso alle cure.

La legge di riforma sanitaria n. 833\1978 aveva disposto allart. 62 lemanazione entro due anni di un testo unico che raccolga e coordini le norme di prevenzione sulle malattie infettive allo scopo di assicurare laccessibilità alle cure ugualmente per tutte le malattie a trasmissione sessuale. Sono trascorsi oltre 30 anni e questo testo unico non è stato ancora prodotto