Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 25/02/2020

La clausola sociale non si applica alle società in house – Corte Conti Liguria 14/2020

Con la delibera n. 14 del 30 gennaio 2020, la Corte dei conti, sezione controllo per la Regione Liguria è intervenuta su istanza della Regione che chiedeva se un’azienda sociosanitaria locale potesse, al termine di un appalto con una cooperativa, procedere alla costituzione di una società in house alla quale affidare i servizi svolti dalla cooperativa in parola e nella quale assorbire il personale della stessa mediante la clausola di salvaguardia occupazionale.

E’ doveroso segnalare che nella richiesta di parere la Regione istante ha evidenziato la possibilità di ritenere superato il divieto posto dall’art. 9 bis, comma 4, d. lgs. n. 502/1992, finalizzato a consentire agli enti sanitari la costituzione di società soltanto per la gestione di sperimentazioni gestionali, da parte del TUSP (Testo unico sulle società a partecipazione pubblica, d. lgs. n.175/2016).

I giudici contabili liguri hanno ribadito quanto segue:

-) la società in house di cui si discute avrebbe come oggetto sociale la fornitura di servizi ad alta intensità di manodopera (c.d. labour intensive) e per questo motivo, la Sezione, richiamando una precedente deliberazione (n. 106/2018/PARIFICA), evidenzia la differenza tra contratto di appalto e somministrazione di manodopera;

-) l’assunzione del personale, avuto riguardo al progressivo ampliamento agli organismi strumentali della P.A. delle regole assunzionali previste per quest’ultima, richiede, come principio generale l’evidenza pubblica;

-) non solo i principi contabili e di finanza pubblica impongono una simile soluzione ma anche la giurisprudenza civile (cfr. Corte di Cassazione, n. 19925 del 23 luglio 2019; n. 18190 del 5 luglio 2019 e n. 3621 del 14 febbraio 2018);

-) alla luce del d. lgs. n. 175/2016, la violazione dell’evidenza pubblica è sanzionata con la nullità del contratto di lavoro ai sensi dell’art. 19, comma 4 del medesimo decreto legislativo.

Alla luce di quanto sopra descritto, la Sezione di controllo ha quindi – richiamando la sentenza della Corte costituzionale n. 68/2011 – sottolineato come “il ricorso a clausole sociali non può essere utilizzato come strumento per eludere il rispetto dei principi dell’evidenza pubblica previsti in materia di assunzioni da parte delle società a partecipazione pubblica, che trovano diretto fondamento nell’art. 97 Cost.”.