Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 22/05/2020

La cripto-eredità

Fino a qualche anno fa il vecchio zio che passava a miglior vita poteva lasciare il suo bottino di contanti o in banca o in cassaforte o nascosto chissà dove tra materassi, doppifondi di armadi a muro e buche in cortile. Gli eredi dovevano quindi armarsi di santa pazienza e mettersi alla ricerca del malloppo che, prima o poi, sarebbe saltato fuori ...era solo una questione di tempo. Sono poi arrivate le criptovalute ed i bitcoin e la moneta è diventata elettronica. Basta contanti, fastidiose monetine, carte di credito, bancomat etc... finalmente qualcuno ha pensato di rendere il denaro facile e semplice da usare come l'invio di un sms. La tecnologia, infatti, serve o non serve a migliorare la vita di tutti i giorni? Andate un pò a chiederlo agli eredi del compianto Gerard Cotten, fondatore di QuadrigaCX, una delle più importanti piattaforme di scambio di criptovaluta canadese, scomparso in India in circostanze non ancora del tutto chiarite. Il suddetto ha sì lasciato in eredità circa 150 milioni di dollari (suddivisi in 26.500 bitcoin, 11.000 bitcoin Cash, 11.000 bitcoin SV, 35.000 bitcoin Gold, 200.000 Litecoin e 430.000 Ethereum), ma non ha lasciato da nessuna parte la password di accesso, per cui ...tanti saluti a tutti quanti, i soldi sono li, ma non li si può utilizzare per mancanza della famigerata chiave di accesso alfanumerica. Niente password? Niente bitcoin!  L’accesso alla cassaforte virtuale QuadrigaCX, come riferisce il Sole24Ore, è legato alle credenziali segrete e crittografate del personal computer di Cotten, di cui si sono perse le tracce in India. Anche l’esperto assunto dalla vedova per entrare nel sito di QuadrigaCX ha lavorato per mesi senza venirne a capo, tra la disperazione degli eredi e dei soci del caro estinto. A questo impedimento difficilmente aggirabile, si sono aggiunti altri due dettagli che oscillano tra il grottesco e l’inquietante: prima di tutto non esiste una norma che regoli l’ereditarietà dei bitcoin, se non conoscendo le credenziali di accesso alla piattaforma del defunto. In second'ordine, come riporta la stampa internazionale, le circostanze della morte di Cotten sono alquanto singolari. Il magante, affetto da morbo di Crohn, si è recato in India, uno dei paesi più rischiosi al mondo (anche per chi è sano ...figuriamoci per chi ha malattie intestinali), e dove, soprattutto, ci si può procurare facilmente (e a poco prezzo) certificati di morte. Questo ultimo fatto che ha portato la moglie del fondatore di QuadrigaCX a testimoniare di fronte ad una corte della Nuova Scozia per giurare la propria innocenza rispetto a qualunque truffa con simulazione di morte. Infine un dettaglio non proprio delicato che aggiunge stranezze a stranezze: il comunicato con cui QuadrigaCX ha pianto la morte di Cotten è stato sostituito da un documento di richiesta di procedura fallimentare. Già me lo immagino, dall'aldilà (o dall'aldiquà, se è ancora vivo), Gerard che canticchia il noto adagio di De Andrè “Quando la morte mi chiamerà, forse qualcuno protesterà dopo aver letto nel testamento quel che gli lascio in eredità, non maleditemi non serve a niente tanto all'inferno ci sarò già”.