Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 28/05/2020

La maschera e il volto --- non tanto da ammirare, nella realtà …

===

 

Non posso fare nomi, e non ne ho neanche voglia, ma ecco come va il mondo.

 

Circa vent’anni fa mi trovai a organizzare a Trieste un convegno sui Diritti dei soggetti deboli.

 

La materia era già allora importante, si discuteva abbastanza di questa bozza sull’amministrazione di sostegno che giaceva alla Camera, era stata approvata da poco la legge 104 sull’handicap (così la nomenclatura ufficiale di allora), qualche neo-argomento di bioetica si affacciava all’orizzonte, le voci dei gay si alzavano, la 180 mostrava già qualche segno di difficoltà, le donne venivano ammazzate, il lavoro era in crisi, le vittime dei danni non patrimoniali vedevano aumentare i loro riconoscimenti, e così avanti

 

Ero Direttore dell’Istituto Giuridico di Economia a Trieste, e in questa veste con vari amici ci demmo da fare. Riuscii a ottenere un apposito finanziamento dalla Regione, tanti colleghi mi appoggiavano. Pensai a un certo punto di invitare qualche nome estraneo all’Accademia, alla cerchia ristretta degli specialisti (come avevo già fatto anni prima, nel 1986, al convegno “Un altro diritto per il malato di mente”, dov’era venuto ad esempio Fortini).

 

Pensai in particolare di coinvolgere un giornalista brillante, caustico, molto creativo, giovane ancora, irriverente, aperto e disponibile pensavo, abitava nel centro nord dell’Italia, ebbi il suo numero, gli telefonai.

 

- Buongiorno, sono bla bla, stiamo pensando di fare bla bla, ci farebbe piacere di invitarla bla bla ..

 

Dall’altra parte una reazione silenziosa, stupefatta, cercai di spiegarmi meglio

 

- Come le ho detto, le persone fragili bla bla, le questioni sono bla, lei è una penna dalla parte di bla, siamo sicuri bla, saremmo felici se bla bla …

 

Finalmente una reazione

 

- Non so se ho capito bene, - il tono era un po’ seccato, - vi ringrazio, ma non me ne importa niente di queste vostre robe

 

- Non devo essermi spiegato, - ripresi con una certa difficoltà, - il convegno è sugli esseri vulnerabili, ci sono disagi che patiscono, gli operai, i bambini, i morenti, ci sono vuoti nel sistema, siamo sicuri che un intellettuale come lei ...

 

- Sì, sì, capire ho capito benissimo, ma le ripeto, - mi interruppe, quasi sgarbato, - non me ne frega assolutamente niente, è l’ultima cosa al mondo per me, ho altro da fare, proprio non mene importa niente di un incontro così…

 

A quel punto balbettai qualche scusa per averlo disturbato, buongiorno, buongiorno, riattaccammo.

 

Il convegno si fece senza il nostro amico intellettuale donchisciottesco solforico pungente generoso alternativo, andò bene lo stesso …

 

Lui poi ha fatto la sua carriera, sempre brillante e - sulle colonne del suo giornale, sui suoi libri - sempre dalla parte degli ultimi, del vangelo, degli indifesi.

 

Chissà se qualcun altro oltre a me sa la verità.

 

\\\\\\\