Cultura, società - Cultura, società -  Maria Beatrice Maranò - 16/04/2020

La poesia come viatico contro il Covid -19 ( capitolo ottavo).

La poesia anti Covid -19 di oggi, non poteva non essere dedicata a Louis Sepùlveda,  scomparso qualche ora fa, a causa di questo tremendo virus. Mi piace soffermarmi sulla storia d’amore tra Luis Sepùlveda e la moglie Carmen Yanez,  sopravvissuti alla violenza della dittatura del regime di Pinochet e alle torture in carcere, si sono trovati insieme,  ancora una volta, ad affrontare un nemico, questa volta, invisibile: il Coronavirus. Uniti da un filo indissolubile che intreccia i loro destini da sempre, Luis e Carmen sono la rappresentazione perfetta della forza dell’amore di fronte a qualsiasi ostacolo. La loro vita è un’alternanza di distanze e vicinanze: separati per diversi anni e ricongiunti, la storia d’amore fra Luis Sepùlveda e la moglie Carmen Yanez, poetessa cilena, sembra uscita da un romanzo, proprio come recita una poesia di Sepùlveda, dal titolo: La más bella historia de amor. Luis  incontró Carmen,  all’epoca quindicenne, nel 1968, quando alla guida del Cile c’era  Salvador Allende. Raggiunta Carmen la maggiore età, si sposarono  a Santiago del Cile. Dopo la nascita del primo figlio, un colpo di Stato mise fine alla presidenza di Salvador Allende,  instaurando il regime di Pinochet. In un contesto di clandestinità, arresti, torture e repressione, Sepúlveda lascia il Cile nel 1977,  la moglie nel 1981. Lui si trasferisce in Germania e lei in Svezia. Ma il destino li riunirà nel 1996, nella Foresta Nera. Nel 2004, a Gijón in Spagna, si sono risposati. 

La poesia, in spagnolo “La más bella historia de amor”, è tratta dalla raccolta “Poesie senza patria”.

L’ultima nota del tuo addio
mi disse che non sapevo nulla
e che arrivavo
al tempo necessario
di imparare i perchè della materia.
Così, fra pietra e pietra
seppi che sommare è unire
e che sottrarre ci lascia
soli e vuoti.
Che i colori riflettono
l’ingenua volontà dell’occhio.
Che i solfeggi e i sol
raddoppiano la fame dell’orecchio
Che è la strada e la polvere
la ragione dei passi.

Che la via più breve
fra due punti
è il giro che li unisce
in un abbraccio sorpreso.

Che due più due
può essere un pezzo di Vivaldi.
Che i geni gentili
stanno nelle bottiglie di buon vino.

Una volta imparato tutto questo
tornai a disfare l’eco del tuo addio
e al suo posto palpitante scrissi
la Più Bella Storia d’Amore
ma, come dice l’adagio,
non si finisce mai
d’imparare e aver dubbi.

Così, ancora una volta
facilmente come nasce una rosa
o si morde la coda una stella cadente,
seppi che la mia opera era scritta
perchè La Più Bella Storia d’Amore
è possibile solo
nella serena e inquietante
calligrafia dei tuoi occhi”

“Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro ancora si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia.” ( tratto da “Storia di una gabianella e del gatto che le insegnó a volare”)