Amministrazione di sostegno - Amministratore, poteri, doveri -  Redazione P&D - 23/05/2020

La quarantena dell'amministratore di sostegno - Massimo Zanoni

Il periodo di emergenza che ci stiamo lasciando - speriamo definitivamente - alle spalle ha messo a dura prova anche l’amministratore di sostegno, il cui ruolo comporta necessariamente una molteplicità di relazioni e contatti diretti: con il beneficiario, con i Servizi, con il tribunale, con gli altri amministratori di sostegno, con chiunque si occupa del benessere del beneficiario.   

Nell’impossibilità di mantenere le relazioni nelle modalità tradizionali, ciascuno si è attivato trovando e talvolta inventando soluzioni praticabili nella singola situazione: la comunicazione a distanza ha registrato in poche settimane uno sviluppo maggiore che negli ultimi 10 anni, e questo ha reso praticabili azioni prima impensabili: l’utilizzo della mail per la comunicazione da e per il tribunale, così come l’utilizzo della videochiamata per i colloqui interpersonali e per quelli con gli operatori degli sportelli informativi sono evoluzioni importanti che fanno parte ormai a tutti gli effetti dell’esperienza dell’ads.

Poiché il distanziamento sembra destinato ad accompagnarci ancora, è necessario pensare a metodi nuovi anche per le attività non emergenziali ma ugualmente fondamentali, tra le quali quelle dei gruppi di mutuo aiuto tra ads, delle serate informative e dei corsi di formazione per ads. Anche in questo caso la tecnologia è destinata ad avere un ruolo predominante, e questo apre oggettivamente ad opportunità sino ad ora sconosciute: basti pensare alla possibilità di partecipare ad un corso di formazione senza alcun ostacolo derivante dalla distanza geografica - posso partecipare allo stesso modo ad un corso di formazione promosso nella mia città piuttosto che in ogni altro punto del territorio nazionale - eliminando tra l’altro la complessità degli spostamenti.

E’ evidente peraltro che la modalità a distanza presenta dei grossi limiti dati dalla mancanza dell’esperienza del contatto, dello sguardo reciproco, dell’utilizzo dei momenti di pausa per confronti diretti e personali, e così via. 

Mi pare quindi necessario, nell’affrontare questa nuova fase, che all’investimento di risorse economiche e di energie personali nell’utilizzo dello strumento informatico si accompagni un eguale investimento nella ricerca di accorgimenti per cercare di compensare i limiti del rapporto a distanza. Si rende necessario anzitutto un accompagnamento degli ads, ed in particolare di quelli con minore esperienza con la tecnologia, nell’uso dei nuovi strumenti: possono rivelarsi utili a questo riguardo comunicazioni scritte di introduzione e presentazione del nuovo tipo di proposta, diffusione di tutorial ecc..

Occorre inoltre che gli stessi formatori e i vari operatori addetti ad uno sportello informativo o all’organizzazione di un incontro o di un corso di formazione a distanza siano a loro volta formati per gestire una comunicazione che deve recuperare l’empatia della relazione personale e deve saper cogliere i momenti di difficoltà nella comprensione: poca frontalità e molto ascolto, come nella relazione personale.

Ancora una volta l’esperienza dell’amministrazione di sostegno anticipa i cambiamenti e si pone come avanguardia nella sperimentazione di nuovi modelli di relazione tra le persone.