Responsabilità civile - Risarcimento, reintegrazione -  Laila Perciballi - 20/06/2019

La quiete dopo la tempesta: ripristinato il diritto alla sicurezza delle strade dei cittadini

SOS RISARCIMENTI: LA CITTÀ DELLE EMERGENZE CHE NON SI SUPERANO MAI
Cartelloni malamente ancorati a terra, buche sulle strade, marciapiedi sconnessi, fogliame... Tutti i giorni, i cittadini chiedono assistenza per danni alle cose e, peggio ancora, ossa rotte a seguito di incidenti o cadute dovute alla assoluta mancanza di sicurezza nelle strade per non corretta manutenzione. Innumerevoli i risarcimenti che Roma Capitale ha dovuto pagare ai cittadini danneggiati e centinaia le cause in corso contro il Comune.

Solo pochi giorni fa, ci si era indignati per l’ordinanza della Cassazione  (cass. 9315/2019) che   aveva negato la responsabilità del Comune nei confronti del pedone che, cadendo su una buca, aveva riportato gravi lesioni.
Ritrovando “la retta via che era  stata smarrita”, con sentenza n. 16295 del 16.6.2019, giudici illuminati hanno restituito ai cittadini il  diritto fondamentale alla sicurezza delle strade. Insomma, applicando i principi consolidati del passato, inverosimilmente messi in discussione con le  ordinanze della Cassazione 2018/2019, oggi, come ieri, se cadono cartelloni-  che causano danni ai pedoni, ai ciclisti, ai  motociclisti, agli  automobilisti - la responsabilità è del Comune, proprietario della strada e delle sue pertinenze ed arredi, oltre che della ditta tenuta alla manutenzione!!!

Con sentenza n. 16295 del 2019, dunque,  la Corte di Cassazione-  annullando una sentenza d’appello che, nel 2016, aveva assolto il Campidoglio da ogni responsabilità nei confronti della cittadina che, viaggiando a bordo del suo motorino, era stata travolta da un enorme cartellone pubblicitario ed era rimasta ferita-  torna a ribadire (come è giusto che sia!) che gli enti locali, in quanto proprietari delle strade, sono «obbligati a vigilare sullo stato di conservazione e buona manutenzione» anche di cartelloni e insegne autorizzate.
Per la Cassazione, oggi più di ieri,  la pubblica amministrazione è responsabile dei danni, salvo che si dimostri che l’incidente sia stato determinato da un evento imprevedibile ed eccezionale; ma è certamente da bocciare l’idea che il vento (per quanto forte sia) possa essere causa di esclusione della responsabilità.
Richiamando le norme del Codice della Strada sull’obbligo del Comune di dar luogo alla manutenzione  delle strade e, soprattutto, al dovere degli enti proprietari delle strade di «vigilare, a mezzo del proprio personale competente in materia di viabilità, sulla corretta realizzazione e sull’esatto posizionamento dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari>, gli Ermellini  riconoscono la responsabilità della Pubblica Amministrazione.
Lo si è detto tante volte, ma è meglio ribadirlo, che gli enti proprietari delle strade  sono obbligati anche a vigilare sullo stato di conservazione e buona manutenzione delle strade, delle loro pertinenze e degli arredi, quindi «il contratto di gestione stipulato da Roma Capitale con la ditta non libera l’ente locale dal dovere di vigilanza (e quindi di custodia) sulla corretta esecuzione di esso, e dalla supervisione sulle situazioni complessive di pericolo che si possono  determinare>. 


Ebbene, riaffermare  la responsabilità della Pubblica Amministrazione significa sostenere il dovere di dar luogo alla manutenzione delle strade, significa impedire  alle ditte appaltatrici di lavorare male, significa riconoscere il diritto dei pedoni, dei ciclisti, dei motociclisti e degli automobilisti  alla sicurezza delle strade.

Quando si applica il diritto, evviva la giustizia!!!

Sullo stesso argomento vedasi anche "Indignamoci: cittadini privati del diritto alla sicurezza stradale, ergo della libertà" 

https://www.personaedanno.it/articolo/indignamoci-cittadini-privati-del-diritto-alla-sicurezza-stradale-ergo-della-libert