Famiglia, relazioni affettive - Famiglia, relazioni affettive -  Valentina Finotti - 05/06/2018

la responsabilità risarcitoria del genitore verso i figli minori

Genitore condannato al risarcimento danni verso i figli minori: quando è possibile?

Cosa fare se l’ex coniuge non rispetta il calendario di visite dei figli minori fissato dal giudice della separazione? O se non rispetta gli obblighi di mantenimento previsti in favore dei figli? O, ancora, se decide unilateralmente per le questioni più importanti che riguardano i figli minori? È possibile che il giudice lo sanzioni? Attraverso questo articolo vedremo che esiste la possibilità di ottenere un intervento sanzionatorio giudiziale contro il genitore inadempiente, esaminando le pene a cui il quest’ultimo potrebbe essere condannato.

L’articolo 709 ter c.p.c. contro il genitore inadempiente

Esiste una norma all’interno del codice di procedura civile italiano, l’art. 709 ter c.p.c. (1), che permette di agire di fronte ad un giudice contro il genitore di minori che violi gli obblighi genitoriali nei loro confronti.

Si tratta di una norma che trova applicazione quando è in corso tra i genitori dei minori un procedimento di separazione personale e uno di essi, a fronte delle condotte pregiudizievoli dell’altro verso i figli minori, voglia ottenere l’intervento di un giudice.

Quali sono i comportamenti che possono portare alla responsabilità risarcitoria del genitore?

L’art. 709 ter c.p.c. prevede tre tipologie di condotte che possono portare alla condanna del genitore. In particolare vi devono essere atti del genitore che: manifestino una “grave inadempienza” verso i figli minori;abbiano “arrecato pregiudizio” ai figli minori ; non rispettino le modalità di “affidamento” dei figli minori stabilite in sede di separazine.

In concreto quali comportamenti rischiano di portare a una condanna risarcitoria?

il genitore che manifesta un protratto e continuo disinteresse verso i figli minori, non curandosi di avere con loro contatti e non rispettando i tempi di frequentazione stabiliti dal giudice in sede di separazione, senz’altro potrà essere considerato “gravemente inadempiente” rispetto agli obblighi genitoriali (2);

una “grave inadempienza” verso i figli minori è stata ravvisata dai giudici anche qualora il genitore separato decida unilateralmente – escludendo l’altro genitore – la scuola a cui iscrivere i figli. In questo modo il genitore, non solo impedisce che l’altro possa esercitare a propria volta il suo ruolo genitoriale, partecipando alle scelte fondamentali per la crescita dei figli (come sono quelle educative), ma, soprattutto, compromette l’equilibrio dei figli minori che hanno diritto che entrambi i genitori cooperino per compiere le scelte riguardanti la loro educazione (3);

così la condotta del genitore, presso cui i figli minori sono stati collocati a seguito della separazione coniugale, il quale cambi il proprio domicilio trasferendo i figli in un’altra città senza darne avviso all’altro genitore, rendendo di fatto impossibile a quest’ultimo gli incontri con il figli, costituisce un comportamento sanzionabile (4). Infatti in questo modo il genitore ostacola il corretto svolgersi delle decisioni giudiziali sulle modalità di affidamento dei figli minori assunte in sede di separazione, arrecando un pregiudizio ai minori, cui viene impedito di mantenere e sviluppare un corretto rapporto con entrambi i genitori;

infine per la giurisprudenza costituisce comportamento sanzionabile anche il protratto inadempimento da parte di uno dei genitori al pagamento dell’assegno di mantenimento stabilito dal giudice della separazione per i figli minori. Per i giudici questo inadempimento non ha conseguenze meramente economiche, ma necessariamente comporta ricadute, gravi, sui minori e sul loro percorso di crescita(5).

 

Cosa fare in concreto se si vuole agire contro il genitore che si rende responsabile di queste condotte verso i figli minori?

 

Se vi rispecchiate negli esempi fatti e siete genitori di figli minori potete presentare un ricorso di fronte al giudice che sta decidendo per la vostra separazione coniugale per ottenere l’applicazione di una sanzione contro il genitore inadempiente.

Tra l’altro l’articolo in commento prevede due procedimenti: è possibile rivolgersi al giudice della separazione non solo per attivare un procedimento sanzionatorio contro l’ex coniuge, ma anche quando è in corso una lite sulle modalità di affidamento del figlio o sull’esercizio della responsabilità genitoriale e si vuole che il giudice adotti i provvedimenti opportuni, non necessariamente sanzionatori.

A seguito del ricorso, in cui dovrete esporre le condotte che recano pregiudizio ai figli minori, il giudice procedendo con un’attività istruttoria semplificata (ossia assumendo quel minimo di prove essenziali che ritiene necessarie per decidere) e accertata la grave inadempienza o comunque il comportamento violativo del genitore verso il figli, potrà irrogare la sanzione.

Quali sono le sanzioni contro il genitore del figlio minore che il giudice può adottare?

 

La norma prevede espressamente che il giudice possa adottare, congiuntamente o alternativamente, uno dei seguenti provvedimenti:

ammonire il genitore inadempiente;

disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro;

disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del figli minori;

condannare il genitore inadempiente a pagare una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di 5000 euro a favore della Cassa delle ammende.

In pratica queste sanzioni cosa comportano per il genitore inadempiente e quando si applicano?

 

L’ammonimento significa che il giudice esorta il genitore ad adempiere alle prescrizioni contenute nei provvedimenti della separazione.

Ad esempio potrà ordinare al genitore di rispettare gli obblighi di mantenimento dei figli minori, oppure di rispettare il calendario di visite.

Il risarcimento dei danni viene disposto nei casi più gravi ossia quando vi sia, ad esempio, una reiterata violazione del diritto/dovere di visita dei figli minori, o un protratto inadempimento dell’obbligo di versare l’assegno di mantenimento in loro favore.

Se volete chiedere al giudice il risarcimento dei danni che le gravi condotte del vostro ex coniuge determina a voi e ai figli minori non occorrerà dare una dimostrazione del pregiudizio e del danno che avete subito: per la giurisprudenza esso deriva automaticamente dal fatto che il genitore tiene le condotte violative.

Si tratta, secondo la maggior parte dei Tribunali, di una forma di danno punitivo. Ciò vuol dire che la somma prevista come risarcimento serve non a compensare dell’effettivo danno subito, ma piuttosto a punire, al fine di dissuadere l’autore della condotta a reiterare il suo comportamento (6).

 

Qualche esempio di condanna al risarcimento danni contro il genitore inadempiente

 

I giudici hanno condannato al risarcimento la madre che aveva disatteso quanto previsto in sede di separazione con riferimento ai tempi di frequentazione del figlio minore durante le vacanze estive: il danno è stato liquidato in favore del padre e del figlio equitativamente. Al primo è stata riconosciuta la somma di euro 350,00, al secondo di euro 650,00, e ciò senza bisogno di una specifica prova dell’esistenza del danno e del suo ammontare (7).

 

Così in un caso di totale disinteresse protratto nel tempo del padre verso la figlia minore il giudice ha ritenuto non solo di ammonirlo ad un puntuale adempimento degli obblighi di mantenimento verso la figlia, ma anche, lo ha condannato al risarcimento del danno per complessivi euro 10.000,00 in favore della figlia e ulteriori euro 10.000,00 per la madre. Il giudice, infatti, ha sostenuto che la condotta del padre non solo arrecava un pregiudizio alla figlia minore, ma costringeva la madre a portare avanti da sola il compito di crescere la bambina (8).

 

Insomma tanto più grave è la condotta violativa, tanto maggiore la sanzione e quindi la condanna al risarcimento: tutte queste misure punitive contro il genitore hanno la primaria funzione di stimolarlo, a livello psicologico, a evitare in futuro il ripetersi delle condotte illecite fino a quel momento tenute, inducendolo a rispettare gli obblighi verso i figli minori.

Il fatto che le sanzioni possano essere disposte cumulativamente significa che, ad esempio, il padre che non versa l’assegno di mantenimento per il figlio minore potrà essere ammonito dal giudice ad un esatto adempimento di questo obbligo economico, e, insieme, gli potrà essere inflitta una sanzione pecuniaria o una condanna al risarcimento dei danni, il cui importo verrà determinato equitativamente dal giudice.

 

 

(1) 709 ter c.p.c.

(2) Tribunale di Roma, sentenza 10 giugno 2011.

(3) Tribunale di Roma, sezione I civile, sentenza 4 dicembre 2015 n. 2069.

(4) Tribunale di Messina, sezione I, decreto 8.10.2012.

(5) Tribunale di Catania, sezione I, sentenza 25.9.2014.

(6) Tribunale di Napoli 27 febbraio 2007.

(7) Corte d’Appello di Firenze, 29 agosto 2007.

(8) Tribunale di Verona, decreto 11.2.2009.