Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 19/04/2018

La riorganizzazione della sanità regionale deve assicurare i LEA – Tar Puglia 569/18

Un’associazione di rappresentanza sindacale di medici dirigenti ha impugnato una serie di deliberazioni di altrettanti enti del servizio sanitario pugliese, con le quali, nell’ambito del più ampio piano di rientro finanziario del SSR, sono state definite le dotazioni organiche, ritenendo queste ultime insufficienti a garantire il rispetto dei LEA nei luoghi di cura del SSR.

Il Tar Puglia, sez. II, con sentenza 13 aprile 2018, n. 569 ha accolto il ricorso.

In primis, i giudici amministrativi confermano la loro giurisdizione sugli atti di definizione delle dotazioni organiche delle aziende sanitarie locali, che non attengono al rapporto di lavoro di diritto privato, che come tale sarebbe ascrivibile alla competenza del giudice ordinario. Il Tar evidenzia che un atto di macro-organizzazione, come quello in discorso, può invero arrecare “pregiudizio sia se incide sul sistema di diritti e obblighi disciplinati dal contratto di lavoro privatizzato di cui egli è parte, sia se comprime una posizione di vantaggio non disciplinata dal rapporto di lavoro, sebbene ad esso connessa”.

Nel caso di specie, il Tar ha riconosciuto la legittimità ad agire da parte dell’organizzazione sindacale – che ricordiamo essere un ente senza scopo di lucro – in quanto essa “agisce a tutela dell’interesse dei medici coinvolti nella gestione dei LEA quali operatori attivi del S.S.R. e titolari di una specifica responsabilità nei confronti degli utenti”.

I Lea, dunque, devono essere assicurati da un’adeguata organizzazione, la cui assenza o sotto dimensionamento può comprometterne l’esigibilità da parte dei pazienti-utenti.

La lesione lamentata dai ricorrenti riguarda l’effetto immediato che la ridefinizione delle dotazioni organiche comporterebbe sui servizi erogati: fermi restando i LEA da assicurare, alla diminuzione del numero dei medici, corrisponderebbe un loro maggior coinvolgimento nella prestazione del servizio.

I giudici amministrativi pugliesi richiamano la necessità che i LEA non risultino compressi dalle politiche di bilancio. I piani di rientro finanziari non possono, in quest’ottica, prevedere riduzioni di spesa che arrivino ad “intaccare il limite incomprimibile dei LEA” (cfr. al riguardo, Corte cost., sentenza n. 187/2012).

Richiamando un’altra (più recente) sentenza del giudice delle leggi (cfr. sentenza n. 275/2016), il Tar Puglia conclude statuendo che è “la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione”.

In ultima analisi, il Tar ha riconosciuto che i provvedimenti impugnati hanno espressamente “anteposto il rispetto dei limiti di spesa per il personale” all’appropriatezza della prestazione sanitaria.