Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 03/03/2019

La tempesta passionale e le sentenze balzane

=====

Avete letto della Corte d’Appello di Bologna che, con la scusa della ‘tempesta passionale’, dovuta a un attacco di irrefrenabile gelosia, ha dimezzato recentemente in una sentenza – da 30 anni di prigione a 16 - la pena per a un uomo il quale, qualche tempo fa, aveva STRANGOLATO con le mani la propria compagna?

------
------

Di solito, quando si legge di provvedimenti giudiziali balordi o dilettanteschi, la spiegazione sta nel fatto che il giudice sta attraversando a sua volta, poveretto, o ha attraversato in passato, lo STESSO FRANGENTE ESISTENZIALE della parte cui il provvedimento si riferisce.
------
In questo caso bisognerebbe cioè immaginare che il giudice bolognese, così indulgente verso quell’omicida, soffra anche lui nella sua vita di problemi analoghi, e desideri - fin che può - mettere le mani avanti.
------
“Così – ecco il ragionamento del giudice - il giorno in cui sistemerò anch’io, come merita, quella disgraziata di Amelia che va sempre a ballare col cancelliere, e che torna poi alle ore piccole con un’espressione sognante, si spera che seguiranno la mia odierna linea interpretativa, e che non mi verrà dato addirittura l’ergastolo ...”.

------
------

Ricordo che, quando ho dato diritto penale all’università (Pavia), uno dei passaggi che più mi avevano colpito studiando l’Antolisei - visto che ogni tanto mi capitava, a vent’anni, di voler andare per le spicce con qualcuno che mi era antipatico – era proprio il passaggio in cui si spiegava al lettore che gli ‘STATI EMOTIVI E PASSIONALI’ non sono una causa di diminuzione dell’imputabilità. 
Certo se si entrava entro i confini della vera e propria malattia mentale il discorso poteva essere diverso. 
Ma fra quei due mondi (stati emotivi e psicosi) mi è sempre parso che ci fosse un’assoluta e incolmabile distanza ….

-----

Per il resto ecco cosa penso:

# Sono contento, dai commenti letti sui giornali di oggi, di sentire che gli PSICHIATRI, psicologi, psicanalisti, etc., non hanno perso anche loro la Trebisonda e che la pensano in sostanza (in maggioranza credo) come me

# Ha ragione chi dice che questa sentenza mira, sotterraneamente, a rilanciare in Italia il vecchio DELITTO D’ONORE: e mi sembra giusto sottolineare che, una volta tanto, per quanto ne so, Salvini e la Lega non c’entrano

# Anch’io, se ero Giudice d’Appello a Bologna, avrei riformato quella sentenza di primo grado, portando la pena per lo strangolatore da 30 a 45 ANNI DI GALERA; e dichiaro sin d’ora, anche se è improbabile che strangoli qualche ragazza prossimamente, che 45 anni di carcere costituirebbero – se mai dovessi farlo - la giusta pena nei miei confronti

# Sarei favorevole, semmai, a una modifica immediata del codice penale, che introduca il fatto puro e semplice della GELOSIA, pur senza che venga fatto del male, all’amato bene, come REATO per se stesso.
Chi ha un attacco spasmodico di gelosia - e comincia a fremere, sudare e tremare dentro di sé - dovrebbe cioè subito costituirsi ai Carabinieri; non tanto perché c’è il rischio che ammazzi qualcuno, ma semplicemente perché Confucio dice che essere gelosi è sbagliato, poco saggio, poco elegante.
Anzi, chi è morbosamente geloso tanto vale - consiglierei - che non passi nemmeno dai Carabinieri: meglio che vada lui stesso, con le sue gambe, davanti alla RUPE TARPEA e che si butti spontaneamente di sotto.