Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Redazione P&D - 20/09/2019

Le fragilità non sono tutte uguali - Carmela Bruniani

Relazione al convegno Woodstock 2019, Persone in movimento

Vorrei fare alcune brevi riflessioni sul concetto di fragilità e sugli aspetti luminosi e oscuri di una condizione umana che ha molti volti.

La fragilità ha il volto dell’anziano, dell’adolescente, del diversamente abile, del tossicodipendente, del bambino, di chi è affetto da una malattia genetica, di chi non comunica con il mondo esterno di chi comunica troppo e tanto, tanto altro ancora.

In questo pantheon di situazioni diverse spesso mi accorgo che manca, tra gli operatori del diritto, la consapevolezza che non esiste un soggetto debole uguale ad un altro così come non esiste una persona “normodotata” uguale ad un’altra.

Anche l’approccio normativo in questo campo delicatissimo dovrebbe tener conto delle differenze ontologiche sostanziali esistenti nel variegato mondo della fragilità e consentire che ogni soggetto debole venga tutelato secondo le sue individualissime esigenze.

Un diritto moderno, centrato sulla dignità della persona, sulla sua promozione e protezione, esige dai giuristi di affinare la capacità di vedere le singole individualità e di ascoltare le loro storie.

Lo sguardo e l’ascolto costituiscono, infatti, strumenti indispensabili per rimanere saldi lungo questa questa prospettiva.

Soltanto giuristi capaci di questo possono contribuire a incrementare la nascita di un “diritto giusto”.

Chi lavora in questo campo ha tanti strumenti per relazionarsi con gli altri ma la qualità dell’approccio dipende dalla nostra personale crescita, spirituale e umana, ma anche dalla nostra formazione.

Il diritto deve proteggere le persone quindi è necessario che nessun decreto di un Giudice Tutelare in materi a di amministrazione di sostegno sia uguale ad un altro, che nessun provvedimento in materia di affidamento dei figli nelle separazioni sia uguale a d un altro.

L’atteggiamento da tenere rispetto ai problemi di un soggetto svantaggiato è quello di chi si pone di fronte proprio quell’individuo specifico, inconfondibile rispetto ad un altro per sesso, età, provenienza sociale, tenore dei disagi patiti, istruzione, sensibilità.

Non esiste il Giudice supremo che decide d’autorità, in un unico momento, cosa fare della vita di una persona, sono fondamentali la discrezione, la delicatezza, la gentilezza.

Anche il diritto deve come la pratica medica tenere conto delle singole, specifiche individualità e deve, quindi, umanizzarsi

Umanizzare il diritto non significa sconvolgerlo, ma scoprirne la sua originaria funzione.

Anche il giurista deve “prendersi cura” del soggetto debole.

Per questo motivo nella materia che riguarda i diritti della persona non possono operare soggetti che non siano altamente specializzati, in grado di comprendere le diverse e autonome esigenze di ciascuno dei soggetti che, per nascita, incidenti di vita si trovino a dover affrontare il quotidiano e la propia esistenza futura attraverso il filtro di terze persone.

L’ascolto passa anche attraverso i sentimenti, attraverso la conoscenza dei contesti di vita, della storia

clinica e della storia di vita delle persone e di coloro che hanno vissuto in stretto contatto con la

persona ora fragile.

superando criteri che mirano a salvare solo le risorse patrimoniali

trascurando i bisogni e le aspirazioni delle persone.

La formazione umana di un giurista deve iniziare sin dalle aule universitarie e continuare, successivamente, anche nelle aule parlamentari, nei Tribunali, nel sociale in quanto, in questa materia, non basta conoscere gli aspetti tecnici ma bisogna amare le persone, avvicinarsi a ad esse, conoscerle, capirle.

Infine il gruppo di lavoro che si occupa dei soggetti deboli deve lavorare in perfetta armonia.

Sintonia, collaborazione, competenza, serietà, empatia sono alla base di una nuova frontiera del diritto che, nell’ambito della legge, deve caratterizzarsi per un marcato empirismo che sostenga il soggetto debole nel suo essere “persona” da un lato e soggetto giuridico dall’altro.