Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 13/08/2019

Le nuove linee guida sul bilancio sociale per gli enti non profit e la P.A. – d.m. 4.7.2019

Con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 4 luglio, pubblicato sulla G.U. del 9 agosto 2019, sono state adottate le Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo settore.

Allo scopo di incrementare il livello di trasparenza, responsabilità e rendicontazione la riforma del Terzo settore ha inteso stabilire che

-) gli enti non profit con ricavi, rendite, proventi e entrate comunque denominate superiori a 1 mil. di euro;

-) i centri di servizio per il volontariato;

-) le imprese sociali;

-) i gruppi di imprese sociali

sono tenuti alla redazione e pubblicazione del bilancio sociale (art. 3, Linee guida).

Nella prassi di questi anni, laddove gli organismi non profit hanno provveduto a redigere il bilancio sociale si è assistito ad una più puntuale rendicontazione dei risultati sociali (e non solo finanziari e contabili) della gestione, ad una maggiore capacità di interloquire con il territorio di riferimento e, soprattutto, ad una più efficace comunicazione del “valore” sociale dell’attività svolta dalle organizzazioni non lucrative.

In questa sede, si intende soffermare l’attenzione sull’importanza del bilancio sociale quale strumento di conoscibilità dell’azione, degli interventi e delle attività svolte dagli enti del terzo settore da parte degli enti pubblici. Al riguardo, l’art. 4 delle Linee guida in parola stabilisce che la lettura del bilancio sociale permette “alle istituzioni di acquisire informazioni sulla platea degli enti in vista di eventuali finanziamenti, convenzioni, collaborazioni e di verificarne le modalità di impiego dei fondi pubblici”.

Merita particolare attenzione l’inciso riportato in quanto le Linee guida individuano nel bilancio sociale uno degli strumenti che permettono a comuni, ASL, ASP, unioni di comuni, province e Regioni di venire a conoscenza di dati e informazioni sulle finalità, le attività, gli strumenti operativi per conseguire quelle finalità ed altri elementi funzionali a definire la modalità ritenuta più opportuna e/o adeguata per sostenere l’azione degli enti del terzo settore. Il sostegno alla loro azione potrà essere contenuta, caso per caso, in un provvedimento di sostegno finanziario (contributo) o in una decisione di attivare un percorso di collaborazione (es. attraverso la co-progettazione ovvero la stipula di una convenzione).

Il bilancio sociale, tuttavia, non assolve soltanto una funzione per così dire “ante” ma anche “ex post”, in quanto attraverso tale documento ufficiale (al pari del bilancio di esercizio, il bilancio sociale è sottoposto all’approvazione degli organi preposti in seno all’organizzazione) la P.A. potrà successivamente trovare puntuale indicazione delle modalità e delle attività con cui l’ente non profit ha impiegato i fondi pubblici.

La P.A. può dunque disporre di una ampia gamma di informazioni che può utilizzare al fine di verificare, anche in sede di selezione competitiva, le organizzazioni di terzo settore maggiormente capaci di sostenere, per esempio, la realizzazione di un servizio di welfare.

In ultima analisi, il bilancio sociale, unitamente al modello 231 (responsabilità amministrativa), alla carta dei servizi e alla valutazione sull’impatto sociale (le cui linee guida dovranno essere approvate nei prossimi mesi) costituisce uno strumento strategico e indispensabile per incrementare l’accountability degli enti non profit, in specie in funzione del loro apporto alla garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni sociali e civili.