Giustizia civile - Giustizia civile -  Emanuela Foligno - 04/09/2019

Le Sezioni Unite sull'overruling


Cass. Civ., SS.UU., Sentenza N. 4135 del 12 Febbraio 2019

Nel decidere su un caso di rimessione in termini gli Ermellini demandano la questione alle Sezioni Unite che si pronunziano sul "prospective overruling", ovverosia sulle conseguenze di un mutato indirizzo giurisprudenziale sugli atti compiuti in precedenza.
Come noto, i mutamenti giurisprudenziali aventi ad oggetto l’interpretazione di una norma, sono il risultato del lavorìo dell’attività ermeneutica.
Quando, però, sono improvvisi e del tutto innovativi si scontrano con la tutela del legittimo affidamento. Conseguentemente i rapporti giuridici già nati e che producono ancora effetti al momento in cui si verifica la variazione interpretativa devono essere tutelati.
Nell’Ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite vengono esposti due aspetti: 1) se sia estensibile il concetto di prospective overruling alla legge sostanziale, anche a prescindere dai mutamenti degli indirizzi consolidati del giudice di legittimità; 2) se indipendentemente da ciò, sia da applicare la disposizione generale dell’art. 153, comma 2, c.p.c., comprendendo nella nozione di “causa non imputabile” l’assenza di colpa nell’incorrere nella decadenza quando si sia creato un ragionevole affidamento sulla portata letterale di una disposizione di legge.
Le Sezioni Unite statuiscono che “deve escludersi l’operatività della preclusione o della decadenza derivante dall’overruling nei confronti della parte che abbia confidato incolpevolmente nella consolidata precedente interpretazione della regola stessa, che ha creato l’apparenza di una regola”.
Detto in altri termini, l’overruling può essere invocato validamente dalla parte che ha tenuto una condotta processuale conforme agli indirizzi interpretativi dominanti al momento del compimento dell’atto processuale.
Ciò per evitare conseguenze negative cui sarebbe esposta se dovesse soccombere al sopravenuto indirizzo interpretativo. Non è invocabile, invece, l’overruling nell’ipotesi in cui il nuovo orientamento di legittimità sia “ampliativo di facoltà e poteri processuali che la parte non abbia esercitato per una errata interpretazione delle norme processuali non provocata dalla giurisprudenza di legittimità”.
Nel concreto si attua per mezzo dell’overruling una sorta di “effetto retroattivo” che ha fatto discutere aspramente dottrina e giurisprudenza in quanto “non può essere consentito alla giurisprudenza ciò che non è consentito alla legge”.
Orbene, se il mutamento di giurisprudenza è “imprevedibile” e riverbera i suoi effetti su una strategia processuale impostata sul precedente consolidato è possibile applicare l’overruling che andrebbe a giustificare la non applicazione dell’effetto preclusivo derivante dalla nuova pronunzia giurisprudenziale.
Precisano gli Ermellini che per potere applicare l’overruling debbano sussistere: un mutamento della giurisprudenza riguardante una regola processuale; imprevedibilità del mutamento in ragione del carattere consolidato del pregresso orientamento che induca la parte a un ragionevole affidamento su di esso; un effetto preclusivo per la parte.
Tali condizioni non ricorrono quando è possibile riscontrare soluzioni giurisprudenziali non sempre omogenee (Cass., Civ. sez. VI, del 11 maggio 2015, n. 9443).
Altro interessante overruling riguardante l’introduzione dell’appello avverso la decisione su una domanda di riconoscimento della protezione internazionale è stato deciso dagli Ermellini con la pronunzia N. 29506/2018.
Le Sezioni Unite hanno dunque ravvisato la necessità di tutelare l'affidamento della parte che ha impostato la propria attività processuale sulla scorta di un consolidato orientamento giurisprudenziale, ciò in quanto la tutela dell’affidamento è applicazione fondamentale del generale principio di buona fede.
Ad ogni modo, ferma l’esigenza del requisito di repentino mutamento giurisprudenziale, l'affidamento deve essere incolpevole e andrà valutato tenendo conto del "dovere di precauzione" che incombe sul difensore.