Responsabilità civile - Ingiustizia, cause di giustificazione -  Riccardo Mazzon - 09/04/2018

Legittima difesa e altre cause di giustificazione: il danno cagionato in occasione dell’eccesso colposo

Il danno cagionato in occasione dell’eccesso colposo configura certamente illecito civile ed implica, ex art. 2043 c.c., obbligo di risarcire il danno; naturalmente, non resterà però senza effetti l’eventuale circostanza che il danneggiato risulti essere anch’esso in colpa per essere, ad esempio, l’aggressore oggetto di legittima difesa; in tal senso, è stato deciso che, nell'ipotesi in cui l'aggressore resti danneggiato dalla reazione di chi, agendo in stato di legittima difesa, incorra in eccesso colposo, il fatto dell'aggressore, avendo provocato la reazione difensiva della vittima, deve considerarsi come causa del danno a lui cagionato dall'aggredito, per cui trova applicazione l'art. 1227 comma 1 c.c., che stabilisce una ragionevole diminuzione del risarcimento nel caso di concorso del fatto colposo del danneggiato - dettagli, anche relativamente alle pronunce infra richiamate, in "Le cause di giustificazione nella responsabilità per illecito", Riccardo Mazzon, Milano 2017 -.

In tali situazioni, dunque, il risarcimento del danno sarà ragionevolmente diminuito ex art. 1227, comma 1°, c.c., ma l’applicazione dell’art. 1227 c.c. non è, ovviamente, automatica non essendo, ad esempio, sufficiente la mera provocazione; a tal proposito, la Suprema Corte ha così deciso che, in tema di concorso del fatto colposo del danneggiato ai sensi e per gli effetti previsti dall'art. 1227 c.c., la partecipazione ad una colluttazione non comporta, di per sé, una riduzione della misura del danno subito da ciascuno dei due partecipanti, tranne che si tratti di danno subito dall'aggredito il quale abbia colposamente ecceduto i limiti consentiti da una difesa legittima, non essendo sufficiente, ai fini dell'applicabilità dell'art. 1227 cit., neanche la provocazione, non potendo essere considerata come causa del danno che il provocato abbia volontariamente inferto al provocatore.

Esempi: Cassazione penale, sez. I, 5 ottobre 1989; si veda anche Cassazione penale, sez. IV, 14 ottobre 1983: “Nell'ipotesi in cui l'aggressore resti danneggiato dalla reazione di chi, agendo in stato di legittima difesa, incorre in eccesso colposo, il fatto dell'aggressore, avendo provocato la reazione difensiva della vittima, deve considerarsi come causa mediata del danno a lui cagionato dall'aggredito per cui trova applicazione l'art. 1227 comma 1 c.c. che stabilisce una ragionevole diminuzione del risarcimento nel caso del concorso del fatto colposo del danneggiato”; nonché Cassazione penale, sez. V, 2 febbraio 1982: “Nell'ipotesi in cui l'aggressore resti danneggiato dalla reazione di chi, agendo in stato di legittima difesa, incorra in eccesso colposo, il fatto dell'aggressore, avendo provocato la reazione difensiva della vittima, deve considerarsi come causa mediata del danno a lui cagionato dall'aggredito, per cui trova applicazione l'art. 1227 comma 1, c.c., che stabilisce una ragionevole diminuzione del risarcimento nel caso del concorso del fatto colposo del danneggiato”; cfr. anche Cassazione civile, sez. III, 14 aprile 1988, n. 2956.