Lavoro - Licenziamento -  Annalisa Gasparre - 03/03/2020

Licenziato il lavoratore che perseguita la collega – Cass. sez. lav. 1890/20

La corte di cassazione ha confermato il licenziamento per giusta causa inflitto al dipendente.
La giusta causa era ravvisata nel fatto che il lavoratore aveva reiteratamente e per alcuni anni minacciato e molestato la propria collega con cui aveva avuto una relazione sentimentale, procurandole preoccupazione per l’incolumità propria e del marito nonché malessere psico-fisico tali da indurla a modificare le proprie abitudini di vita e da interferire sull’organizzazione dell’attività lavorativa, con riflesso sull’intollerabilità della prosecuzione del rapporto di lavoro.
La Corte d’appello aveva ritenuto provata la condotta contestata sulla base del processo penale di primo grado e delle istruttorie direttamente acquisite nel processo civile, anche in riferimento ai successivi comportamenti, ravvisando la proporzione tra gli addebiti contestati e la sanzione espulsiva comminata dalla società datrice, per la gravità del comportamento extralavorativo lesivo del vincolo fiduciario tra le parti.
La corte di cassazione ha confermato la sentenza sancendo che la legittimità del licenziamento.
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