Malpractice medica - Diritti del malato -  Bacchin Giorgia - 15/04/2016

Liquidazione inferiore alle tabelle Milanese necessita di adeguata motivazione – Cass. 3505/16 – Giorgia BACCHIN.

Nella liquidazione del danno non patrimoniale, il Giudice può scendere al di sotto della soglia minima prevista dalle Tabelle milanesi, ma occorre motivare adeguatamente le ragioni di tale discostamento.

 

Nel caso di specie le figlie di un uomo deceduto nel corso di un'operazione chirurgica per l'amputazione dell'avampiede sinistro, resasi necessaria dopo che costui era stato investito da un trattore, ricorrevano dinanzi alla Suprema Corte in qualità di eredi lamentando la mancata applicazione dei valori numerici delle tabelle di Milano del 2011 sui danni da morte.

Gli Ermellini, riconosciuto che, effettivamente, la determinazione del risarcimento del danno non patrimoniale, da parte della Corte d"Appello, era avvenuta per un importo inferiore al minimo previsto dalle cd. tabelle milanesi, specificavano che tale quantificazione era astrattamente ammissibile, ma che per non incorrere in vizio di motivazione la Corte territoriale avrebbe dovuto adeguatamente motivare la scelta di discostarsi da detti parametri.

Tale deroga, infatti, per la Cassazione deve avvenire "solo quando la specifica vicenda presa in considerazione non rientri nell'ambito dell'ordinario e pur differenziato atteggiarsi delle varie possibili situazioni in astratto idonee ad orientare la liquidazione stessa tra il minimo ed il massimo del parametro tabellare, ma se ne discosti, per la presenza di circostanze di cui il parametro stesso, evidentemente costruito in base alla considerazione dell'oscillazione ipotizzabile nell'ambito delle diverse situazioni ordinarie configurabili secondo l'id quod plerumque accidit, non possa aver tenuto conto".

Nel caso sopra descritto veniva a mancare l"indicazione dei motivi idonei a giustificare la scelta, pertanto, la Cassazione ha rinviato alla Corte d"Appello per l"esatta quantificazione.