Consumatori - Diritto europeo -  Andrea Castiglioni - 30/04/2018

Lo sciopero selvaggio non è circostanza eccezionale che esonera il vettore aereo dal pagare la compensazione pecuniaria - Corte Giust. UE 17.4.2018, C. 195/17

I passeggeri di un vettore aereo subivano pesanti disagi, consistenti in ritardi e cancellazioni di voli, a causa dell’improvvisa assenza di molti lavoratori tra piloti e personale. Le assenze, formalmente per malattia, erano una modalità di protesta da parte del personale, che così rispondeva all’annuncio di una ristrutturazione aziendale.

Il Regolamento CE n. 261/2004 istituisce regole per l’assistenza dei passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni o negato imbarco, prevedendo l’obbligo per il vettore di riconoscere una “compensazione pecuniaria” (art. 5), ossia una somma di denaro ristoratrice dell’utente dal disagio subito, che può variare da € 250,00 a € 600,00.

Tale compensazione non è dovuta nel caso in cui il vettore dimostri che il disagio è dovuto a circostanze eccezionali “che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso” (Considerando 14). Il Considerando 14 riporta alcuni esempi (“Siffatte circostanze possono, in particolare, ricorrere in caso di instabilità politica, condizioni meteorologiche incompatibili con l'effettuazione del volo in questione, rischi per la sicurezza, improvvise carenze del volo sotto il profilo della sicurezza e scioperi che si ripercuotono sull'attività di un vettore aereo operativo”).

Secondo la giurisprudenza costante, perchè il vettore sia esonerato dalla compensazione deve trattarsi di un evento che non riguardi il normale esercizio dell’attività di trasporto aereo, sfuggendo quindi al controllo del vettore medesimo (Corte Giust. UE 4.5.2017, Peškova e Peška, C-315/2015). Inoltre il suddetto elenco non è esaustivo e, soprattutto, il giudizio che deve condurre alla qualificazione di un evento come “circostanza eccezionale” deve essere condotto in concreto, ossia ex post, valutando caso per caso, e secondo un’interpretazione restrittiva del termine (Corte Giust. UE 17.9.2015, Van der Lans, C-257/2014; 22.12.2008, Wallentin-Hermann, C-549/2007).

Nel caso di specie, la Corte giudica come non eccezionale lo sciopero improvviso che ha interessato quella compagnia aerea. È emerso che il fatto che ha innescato la reazione dei lavoratori è consistito in un annuncio dirigenziale circa una ristrutturazione aziendale, con ripercussioni anche per il personale.

Ebbene, le ristrutturazioni aziendali sono eventi che possono avere conseguenze spiacevoli per il personale, ma che sono inevitabili per un vettore aereo. Ogni compagnia aerea, durante la propria vita imprenditoriale, volente o nolente si ritrova a dover rivedere l’assetto aziendale ed intervenire sul personale. Quindi, gli eventuali scioperi che ne derivano non possono qualificarsi come eventi “imprevedibili” che “nulla hanno a che fare con l’attività del vettore”. Tanto è vero che la reazione dei lavoratori è rientrata immediatamente dopo che è stato stipulato un accordo sindacale, con ciò dimostrando che una soluzione preventiva era possibile e lo sciopero era un’evenienza evitabile.

Conclude la Corte che, al contrario di quanto sostiene la difesa del vettore, lo “sciopero selvaggio” non è un evento che sfugge al controllo del vettore stesso. Anzi, consiste in un evento controllabile e che ben può essere previsto ed evitato.