Interessi protetti - Interessi protetti -  Alessio Anceschi - 27/02/2019

Lo stato della giurisprudenza sulla riscossione dei buoni postali fruttiferi con pari facoltà di rimborso

Accanto a provvedimenti positivi che si sono espressi a favore del risparmiatore, riconoscendogli il diritto al rimborso del buono postale fruttifero con clausola P.F.R., per intero, ancorchè cointestato, con il conseguente condanna di Poste italiane s.p.a. alla rifusione delle spese legali (di cui il sottoscritto ha personale cognizione avendone seguite molte personalmente) si ha notizia di altre pronunce giurisprudenziali che continuano ad esprimersi sfavorevolmente nei confronti del risparmiatore, rigettando le loro legittime richieste od esprimendosi con formule "salomoniche" che "accontentano solo in parte.

Sotto quest'ultimo profilo, vi sono stati pronunciamenti che hanno riconosciuto al risparmiatore il diritto alla rifusione soltanto della "quota" del buono di appartenenza (Trib. Lecco 20.2.2015) oppure che hanno sancito la rifusione dell'intero buono, compensando tuttavia le spese di lite (Trib. Roma 31.10.2018).

Si è poi a conoscenza di casi che si sono risolti con accordi transattivi stipulati medio tempore con Poste italiane s.p.a., soprattutto nei casi in cui si è scelto di attivare strumenti di risoluzione extragiudiziale delle controversie.

La maggior parte dei pronunciamenti continua tuttavia a dare integralmente ragione al risparmiatore, riconoscendogli il diritto alla riscossione dell'intero buono postale, con il rimborso delle spese legali.

Questa divergenza di soluzioni, non nuova alla pratica del diritto, è frutto in buona parte della scarsa conoscenza della specifica materia da parte degli interpreti del diritto che, a vario titolo, si trovano coinvolti in queste vicende più che a vere e proprie divergenze interpretative, comunque sempre possibili in ambito giuridico.

Il diritto, infatti, è univoco e dovrebbe dare, almeno in teoria, risposte univoche a problematiche identiche. ma per quanto i pronunciamenti a favore del risparmiatore siano oramai in netta prevalenza, continua a registrarsi qualche isolata pronuncia negazionista.

Per altri versi, il risparmiatore, che per definizione è un soggetto attento ai propri investimenti (od a quelli fatti da altri per lui), ha talvolta difficoltà a tutelare i propri interessi patrimoniali perseguendo la via giudiziale, rivolgendosi ad un avvocato, soprattutto se per farlo occorre scontrarsi con un colosso come Poste italiane s.p.a. i cui funzionari "assicurano" l'ignaro utente che non vi è via di scampo ai loro diktat.

Molto spesso il risparmiatore preferisce quindi accondiscendere alle richieste dell'ente perdendo così buona parte del suo capitale (talvolta cedendo anche ai ricatti di qualche coerede), oppure affidarsi ad associazioni di consumatori (alcune delle quali hanno anche copiato gli articoli del sottoscritto !!) ad a soggetti non qualificati che si inerpicano in percorsi e strategie inadatte ed infruttuose.

Una soluzione invece c'è e la si ritrova nel diritto. Per queste ragioni sarebbe quindi preferibile rivolgersi a professionisti esperti e qualificati in materia al fine di tutelare i propri legittimi diritti patrimoniali. Il perseguimento della via giudiziaria può comportare l'assunzione di qualche rischio e di qualche spesa iniziale ma è l'unica strada che assicura al risparmiatore la piena soddisfazione dei propri diritti.

Come si è detto, la giurisprudenza di merito di cui lo scrivente è testimone si è oramai consolidata a favore del risparmiatore, come peraltro si ricava da un'attenta interpretazione della normativa in materia.

In questo senso si ravvisano numerose recenti pronunciamenti espressi sia dal Tribunale di Modena che da altri fori (Trib. Milano, Trib. Verona, Trib. Mantova, Trib. Bologna) tutti completamente favorevoli al risparmiatore. Nelle sedi di gravame, nei rari casi in cui viene proposto (da parte di Poste italiane), benchè di ciò il sottoscritto non abbia esperienza diretta, deve invece osservarsi una netta distinzione tra gli orientamenti assunti dalla Corte d'Appello di Milano (favorevole al risparmiatore) e quella di Roma (favorevole a Poste italiane, pur con qualche favorevole eccezione e moderata apertura).

Tenendo conto degli orientamenti giurisprudenziali prevalenti consolidatisi nelle varie Corti può essere decisiva e vincente la scelta del foro in cui instaurare la procedura di riscossione dei buoni postali fruttiferi, considerando che gli stessi possono essere riscossi e liquidati presso qualsiasi ufficio postale e che quindi la competenza territoriale può essere individuata anche presso un foro diverso  da quello di residenza del risparmiatore interessato.