Diritto, procedura, esecuzione penale - Procedura penale -  Carol Comand - 15/07/2016

M.a.e.: l'esistenza di una decisione giudiziaria esecutiva - Cass. Pen. 29721/16

L'esecutività della sentenza indicata rende irrilevante la sua impugnabilità

L'art. 8 par. 1 lettera c) della decisione quadro 2002/584/GAI relativa al mandato di arresto europeo ed alle procedure di consegna tra gli stati membri dispone che il mandato di arresto europeo debba contenere l"indicazione dell"esistenza di una sentenza esecutiva, di un mandato di arresto ovvero di qualsiasi altra decisione esecutiva che abbia la stessa forza.

In sede procedimentale per la risoluzione di una questione pregiudiziale proposta innanzi alla Corte di Giustizia Europea, si è peraltro ribadito che il principio del riconoscimento reciproco, sul quale si basa il sistema del mandato di arresto europeo, è sua volta fondato sulla fiducia reciproca che "deve esistere tra gli stati membri" C-241/15.

 Se si richiede dunque che, il provvedimento per il quale è emesso il mandato di arresto europeo, pur nel rispetto obbligatorio degli impegni assunti - fra i quali la garanzia del rispetto dei diritti fondamentali - costituisca una decisione esecutiva ovvero che, di quest"ultima, ne possieda la forza, la medesima normativa non richiede espressamente che tale decisione sia caratterizzata dalla "irrevocabilità". 

Se ne è così concluso che, in presenza di rimedi straordinari, quali, nella fattispecie, la revisione, la natura esecutiva della sentenza, correttamente indicata nel mandato d"arresto europeo, renda irrilevante che la stessa sia ancora impugnabile.

"1. (…)

2. Infondato è il primo motivo di annullamento.

"Il codice di procedura penale romeno (legge n. 135 del primo luglio 2010), entrato in vigore il 7 febbraio 2014, annovera il ricorso per «revisione», previsto dall'art. 435 dello stesso codice, tra i c.d. rimedi straordinari (Capitolo V), soggetto ad un vaglio preventivo di ammissibilità, all'esito del quale la Corte di cassazione «può» decidere di sospendere l'esecuzione della sentenza impugnata (art. 441 « Suspendarea executarii»).

 Allo stato il ricorrente ha soltanto provato di aver attivato tale rimedio straordinario, senza tuttavia nulla documentare in ordine alla sospensione dell'esecuzione della sentenza di condanna.

Ciò premesso, va ribadito il principio di diritto che, in presenza di rimedi straordinari proposti dal consegnando avverso la sentenza per la cui esecuzione è stato emesso il mandato di arresto europeo, la natura esecutiva della sentenza emessa dalle autorità dello Stato di emissione (come, nel caso in esame, espressamente indicato nello stesso m.a.e.) rende irrilevante che la stessa sia ancora impugnabile, posto che l'art. 8, par. 1, lett. c), della decisione quadro n. 2002/584/GAI del 13 giugno 2002, conferisce rilevanza alla sola esecutività, non certo alla «irrevocabilità» della sentenza, quale condizione essenziale del nuovo sistema di cooperazione giudiziaria finalizzato alla consegna delle persone ricercate tra gli Stati membri dell'U.E. (Sez. 6, n. 2745 del 19/01/2012, Cinque, Rv. 251787).

D'altra parte, una volta che l'autorità di emissione ha affermato che, secondo le norme interne, la sentenza di condanna a carico del soggetto di cui si chiede la consegna è divenuta esecutiva, non spetta all'autorità giudiziaria italiana sindacare sulla base di quali presupposti normativi dell'ordinamento dello Stato di emissione sia stata affermata la esecutività della sentenza di condanna (Sez. 6, n. 46223 del 24/11/2009, Pintea, Rv. 245449). La nozione di definitività, presa in considerazione dalla normativa europea, non può che dipendere dal carattere che la sentenza possiede in base all'ordinamento dello Stato di emissione, solo in tal modo potendo assumere un significato declinabile in modo omogeneo nei vari Stati membri, legittimati a riconoscere e a dare esecuzione ad una sentenza che abbia il dichiarato carattere della definitività (Sez. 6, n. 15452 del 08/04/2016, Danciu, non mass.).

(…)"




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