Giustizia civile - Conciliazione -  Paolo Cuzzola - 23/04/2018

Mediazione Civile: Il mediatore può rendere testimonanzia - Trib. Udine - Ord. del 07 Marzo 2018

 L'ordinanza in commento, ad una prima lettura, scardinerebbe uno dei principi cardine della procedure di mediazione ovverossia quello della "riservatezza".

Il D.Lgs. 28/2010 all'art. 9 prevede e disciplina il principio della riservatezza ovverossia: " 1.Chiunque presta la propria opera o il proprio servizio nell'organismo o comunque nell'ambito del procedimento di mediazione e' tenuto all'obbligo di riservatezza rispettoalle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite durante il procedimento medesimo. 2. Rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite nel corso delle sessioni separate e salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni,il mediatore e' altresi' tenuto alla riservatezza nei confronti delle altre parti.l'impossibilità per il mediatore di potere essere chiamato come testimone, o che gli venga deferito il giuramento decisorio"

Il successivo art. 10 comma 2 sancisce che: " Il mediatore non puo' essere tenuto a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel procedimento di mediazione, ne' davanti all'autorita' giudiziaria ne' davanti ad altra autorita'. Al mediatore si applicano le disposizioni dell'articolo 200 del codice di procedura penale e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell'articolo 103 del codice di procedura penale in quanto applicabili."

Secondo l'interpretazione del G.O.P. Avv. Fabio Fuser tali principi devono essere riferiti esclusivamente alle dichiarazioni relative al merito della controversia
Tutte quelle volte in cui le dichiarazioni attengono alle modalità di partecipazione alla mediazione, il mediatore è obbligato a riportarle all’interno del verbale e, qualora lo stesso risulti lacunoso, è ammissibile non solo l’utilizzo dello stesso durante il processo ma anche la testimonianza del mediatore.

La deroga al principio generale dettatodagli artt. 9 e 10 è possibile in quanto la fase di identificazione delle parti non ha alcun contenuto sostanziale non essendosi ancora affrontata nel merito la controversia.

Nel caso di specie, eccepita la mancata partecipazione personale della controparte, il giudice ha ritenuto opportuno ammettere l’istanza con la quale l’attore chiedeva di assumere la prova testimoniale del mediatore.

Ciò al fine di integrare la non completa verbalizzazione di quanto accaduto all’incontro.

Tale orientamento interpretativo, che si pone in maniera conforme alla copiosa giurisprudenza del Dr. Fabrizio Pasquale del Tribunale di Vasto, avente ad oggetto la peculiarità del verbale di primo incontro,  dove il mediatore DEVE verbalizzare tutto ciò che accade e lo stesso è utilizzabile processualmente, appare condivisibile.