Giustizia civile - Conciliazione -  Paolo Cuzzola - 01/03/2018

Mediazione Civile: l'amministratore di condominio può partecipare anche senza previa delibera assembleare - Trib. Milano

Con il provvedimento in commento il Tribunale di Milano ha cercato di dipanare una spinosa questione interpretativa sorta sin dall'entrata in vigore della legge di riforma del condominio.

Invero all'art. 71 quater delle disp. att. c..c. introdotto con la riforma del 2012 testualmente prevede che: "Al procedimento è legittimato a partecipare l'amministratore, previa delibera assembleare da assumere con la maggioranza di cui all'articolo 1136, secondo comma, del codice. "

La prima questione interpretativa che il Giudice estensore della sentenza in commento ha tentato di risolvere, è quella inerente la partecipazione dell'amministratore senza la "previa" delibera assembleare .

Nel caso di specie la  mediazione si era conclusa con un verbale di mancato accordo posto che il condominio "parte istante"  aveva introdotto la procedura di mediazione senza che nel verbale di assemblea fosse presente una esplicita autorizzazione in tal senso.

Il Magistrato ha rilevato che rientra tra le facoltà del mediatore quello di differire l'incontro di mediazione ad altra data, al fine di permettere all'amministratore di dotarsi della idonea delibera assembleare.

Tale soluzione interpretativa, del tutto condivisibile, aiuta a superare alcune rigidità interpretative poste in essere da alcuni Enti di Mediazioni i quali si rifiutano di incamerare e/o fare partecipare amministratori di condominio in assenza di delibera assembleare ad hoc.

La seconda questione interpretativa affrontata dal tribunale fa riferimento alla c.d. "simmetria" tra l'istanza di mediazione ed il successivo "petitum" e "causa petendi" dell'atto di citazione.

Nel caso de quo in mediazione il condominio aveva fatto valere la violazione del regolamento di condominio, mentre nel successivo giudizio aveva implementato l'oggetto della causa con la violazione dell'art. 1122 del c.c.

Il Tribunale di Milano ha risolto la "vexata quaestio" sulla scorta della "identità dei fatti posti a fondamento dell'istanza di mediazione" posto che oggetto della istanza di mediazione era la violazione dell'estetica e del decoro e che la medesima vicenda era prevista nel regolamento di condominio.