Malpractice medica - Colpevolezza, causalità -  Paolo Cendon - 04/04/2020

MEDICI RESPONSABILI SOLO PER COLPA GRAVE ???

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 Non so granché della recente proposta di alcuni deputati di cambiare il codice civile e introdurre una norma, suggerita dal corona virus, secondo cui i medici e le strutture risponderebbero solo in caso di dolo o colpa grave.

Ne ho letto frettolosamente sui giornali.

Alcuni amici, sapendo che proprio al dolo extracontrattuale ho dedicato tempo fa un’ampia monografia, mi hanno chiesto un parere in proposito.

Mi limito qui a poche e improvvisate considerazioni.

- Condivido i motivi culturali e orientativi che hanno indotto quei parlamentari a immaginare la modifica in questione: esprimere la nostra riconoscenza-ammirazione a tanti medici e infermieri che, eroicamente, si stanno oggi prodigando in tanti ospedali d’Italia, a rischio della propria vita: dare loro almeno un po’ di serenità preventiva a livello risarcitorio

- Ciò a maggior ragione considerando gli sciacalleschi inviti di certi studi legali che si offrono, a quanto pare, di difendere le supposte vittime di possibili episodi di negligenza, in qualche contesto sanitario

- Dubiterei però della necessità di cambiare il codice civile; la ‘colpa’ è di per sé un concetto tecnicamente elastico, in quanto nozione esterna-relazionale, o meglio comparativa, essendo il confronto fra ciò che il convenuto ha fatto in concreto e ciò che, alla stregua delle nozioni di diligenza e prudenza in quella certa professione, doveva astrattamente essere fatto, poteva astrattamente esigersi dall’interessato. Ora, in condizioni sconvolgenti come quelle di oggi, direi che questo secondo parametro è già profondamente diverso dal consueto: la regola hic et nunc diventa automaticamente, in alto, quella di una fortissima indulgenza-comprensione rispetto ai possibili ‘errori’, quindi a mio avviso chi li avesse effettivamente commessi non potrebbe pressoché mai, in concreto, salvo casi-limite, ritenersi in colpa

- In ogni caso c’è l’art. 2236 cod.civ. che già richiede la ‘colpa grave’ per gli interventi di particolare delicatezza tecnica; certo il legislatore del 1942 pensava ad altri contesti, ma direi che tante fattispecie drammatiche come quelle attuali possano farsi rientrare nell’alveo esegetico di quella particolare difficoltà, sicché anche questo secondo paracadute sarebbe utilizzabile (sia in considerazione del fatto che del corona virus sappiamo ancora così poco, scientificamente, sia col pensiero alla incredibile sfida di tipo organizzativo che si è posta, da un mese in qua, nei nostri ospedali e per il sistema sanitario in genere) pressoché sempre.

In conclusione: se si ritiene che le ragioni morali-psicologiche per tranquillizzare enfaticamente i nostri medici sussistano comunque, ok alle modifiche.

Se invece si ragiona a freddo, e si calcola che la modifica suggerita potrebbe anche essere in odore di incostituzionalità, si può dire ai medici in campo di stare comunque tranquilli: già così, il diritto civile – e all’85% i giudici italiani sanno fare il loro mestiere - ha operato quale scudo contro avvoltoi e furbastri di ogni risma, già ai tempi della peste, del vaiolo, della poliomielite, del tifo, della spagnola, del colera.