Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 31/07/2020

Modi d'acquisto della proprietà: sdemanializzazione di terreni comunque abbandonati dalle acque correnti

Quanto, in particolare, alla disciplina di cui all’art. 1 della l. n. 37 del 1994 (recante "Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche"), sostitutiva dell’art. 942 c.c., che esclude la sdemanializzazione dei terreni comunque abbandonati dalle acque correnti, è stato anche recentemente chiarito (da Cassazione civile, sez. un., 13/06/2017, n. 14645, Guida al diritto 2017, 39, 49, Giustizia Civile Massimario 2017) come essa sia priva di efficacia retroattiva - si veda, amplius, Riccardo Mazzon, Usucapione di beni mobili e immobili, terza edizione, Rimini 2020 -.

La stessa pronuncia ha anche ribadito che, in tema di accertamento della natura demaniale di un terreno abbandonato dalle acque correnti, ai sensi dell’art. 942 c.c., nella formulazione anteriore alle modifiche di cui alla l. n. 37 del 1994, anche il ritiro di una sola sponda, non transitorio e non dovuto a fenomeni naturali, comporta la perdita della demanialità del relativo terreno, in quanto a seguito della deviazione o spostamento del corso d’acqua una porzione di terreno che prima costituiva parte integrante dell’alveo cessa di appartenervi; così, l'abbandono della sponda di un fiume, che non abbia carattere provvisorio e che non venga determinata da attività antropica, comporta la perdita della demanialità - ex articolo 942 del Cc - anche quando a detto abbandono non corrisponda una perdita di terreno da parte del confinante della riva opposta che, ai fini della rilevata perdita di funzione di supporto e di contenimento non assume alcun rilievo: e il terreno rimasto abbandonato dall'acqua corrente - infatti - viene, a seguito della cessazione della materiale destinazione all'uso pubblico, implicitamente sdemanializzato e accede al fondo privato in conseguenza della estinzione della proprietà della Pa e in virtù della forza assorbente della proprietà, senza alcuna correlazione tra il fenomeno giuridico della sdemanializzazione della riva abbandonata e quella della sussunzione nel demanio fluviale di quella ricoperta dalle acque, intercorrendo tali fenomeni tra i singoli proprietari da un lato e l'Amministrazione dall'altro.

Conclude, così, la pronuncia citata, come debba quindi affermarsi che, dall'esame delle ipotesi della alluvione impropria e dell'abbandono dell'alveo, figure specifiche di un unico fenomeno generico (accessione da immobile a immobile), emerge un aspetto comune, costituito dal fatto che a seguito della deviazione o dello spostamento del corso d'acqua, una porzione di terreno, che prima costituiva parte integrante dell'alveo, cessa di appartenervi.