Diritto, procedura, esecuzione penale - Reato -  Redazione P&D - 16/09/2018

Molestatori olfattivi: quando cucinare la frittura di pesce diventa un reato - Afrikah De Mattia

I vostri vicini di casa amano friggere e arrostire sul barbecue ogni sera?
Un pesante odore di aglio e di cavolo ha infestato i panni stesi ad asciugare sul vostro balcone?
Le nostre narici sono sensibili e meritano tutela giuridica...l'odore di fritto è arrivato infatti fino ai nasi dei Giudici della III Sezione Penale della Corte di Cassazione.
Cucinare eccessivamente cibi fritti è “criminale” non solo per la linea: la sentenza n. 14467 del 24/03/2017 ha istituito le molestie olfattive, quale ipotesi di reato inquadrate nella contravvenzione di getto pericoloso di cose, rubricato all'art. 674 del Codice penale, che recita “ Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a Euro 206”.
Ma veniamo ai fatti.
Gli inquilini del terzo piano di un appartamento in provincia di Gorizia, nauseati dai cattivi odori provenienti quotidianamente da un appartamento sito al primo piano, decidono di chiedere l'intervento delle Forze dell'Ordine che multano gli inquilini molestatori.
La Corte di Cassazione, Sezione III penale, investita dall'odore e dalla questione, chiarisce come, nel reato di getto pericoloso di cose possono essere ricomprese anche le emissioni di odori della cucina che superino una certa soglia di tollerabilità, affermando: “la contravvenzione prevista dall'art. 674 c.p. è configurabile anche nel caso di "molestie olfattive" a prescindere dal soggetto emittente (…), con la specificazione che quando non esiste una predeterminazione normativa dei limiti delle emissioni, si deve avere riguardo, condizione nella specie sussistente, al criterio della normale tollerabilità di cui all'art. 844 c.c. (Sez. 3, n. 34896 del 14/07/2011, Ferrara, Rv. 250868), che comunque costituisce un referente normativo, per il cui accertamento non è necessario disporre perizia tecnica, potendo il giudice fondare il suo convincimento, come avvenuto nel caso di specie, su elementi probatori di diversa natura e dunque sulle dichiarazioni delle persone offese e del tecnico di loro fiducia”.
E secondo una delle vittime delle prodezze culinarie degli inquilini del primo piano : “quando gli imputati cucinavano, oltre ai rumori molesti dell'estrattore, s'impregna l'appartamento dell'odore del sugo, fritti eccetera, mi pareva di avere la cucina loro in casa mia”.
Friggere è pericoloso quindi non solo per il giro vita ma anche per la fedina penale.
Che fare quindi se si è vittime di molestie olfattive prolungate?
Si deve procedere in primis, a seguito di querela, con un’indagine di minimo sei mesi; è necessario poi valutare l’entità della molestia: se l’odore si annulla semplicemente chiudendo le finestre non è punibile. Se invece l'odore riesce ad entrare in casa, nonostante le finestre chiuse e ad impregnare i tessuti, il cuoco molestatore rischia per la molestia intollerabile,ex art. 674 Cp, l'arresto o l'ammenda.